Se siete atei è arrivato il momento di convertrirvi! La prova? Venerdì scorso i crackers sono entrati nel sistema superprotetto della Microsoft e hanno "rubato" i codici sorgenti di Windows e di Office. E' come dire che hanno rubato la Microsoft. I crackers non hanno niente a che fare con il Mulino Bianco, ma sono una sorta di sottocategoria degli hackers. La differenza fondamentale è che un hacker compie soltanto azioni dimostrative e, nella maggior parte dei casi avverte il webmaster del sito di eventuali "bachi" del sistema. Il cracker, invece è uno che entra nei sistemi e cerca di carpire codici, informazioni e segreti ed eventualmente combina qualche casino. Microsoft ha smentito che il carcker in questione sia stato cinque settimane a sguazzare indisturbato nel server, ma soltanto dodici giorni. Stare dodici giorni nel server di Microsoft è il sogno, o meglio l'utopia di tutti i crackers del mondo e loro dicono "soltanto". Per di più hanno ammesso che in quei fatidici giorni il cracker utilizzava permessi di alto livello. Tradotto in parole povere poteva fare quello che voleva. Adesso che vi siete convertiti però, controlliamo se la vostra fede vacilla o è solida. Possibile che la notizia dell'intrusione e di un danno potenzialmente miliardario sia stata diffusa dalla stessa Microsoft? Masochismo? La cosa pare strana se vista unitamente alle dichiarazioni di Gates e di altri responsabili Microsoft che magnificavano le doti dei programmi Open Source e in particolare di Linux. Da alcune indiscrezioni pare che in un futuro non molto lontano Windows utilizzerà una tecnologia molto simile a Linux. In più la mossa di rendere Windows un programma Open Source (ovvero gratuito e modificabile), renderebbe la vita di Microsoft molto più semplice nei procedimenti giudiziari nei quali è invischiata. Vi immaginate un processo dell'authority contro una povera azienda che è stata derubata della sua più grande risorsa. L'obiezione legittima a questo punto sarebbe: "Ma cosa fa Microsoft senza Windows?" Se si osserva la situazione da un certo punto di vista il futuro è indubbiamente di Linux e Microsoft si deve adeguare in fretta. Il vantaggio da cui parte la multinazionale di Gates è una maggiore facilità d'uso e un interfaccia decisamente più accattivante. Il tempo per adattare la tecnologia Linux al sistema di Microsoft c'è tutto e il dubbio che la direzione intrapresa da Windows sia questa è più che legittimo. Magari sono tutte congetture e inutili teorie del complotto, certo è che la posizione di Gates e soci risulta decisamente atipica.
LA REAZIONE
Come se non bastassero le grane dell'antitrust, Microsoft si trova impelagata in un nuovo processo che non mancherà di fare discutere. I legali della Mulino Bianco S.p.A. hanno annunciato la loro intenzione di intentare una causa contro la multinazionale di Redmond. Ecco la dichiarazione ufficiale: «Mulino Bianco S.p.A. declina ogni responsabilità sull'attacco dei crackers ai server di Microsoft. Se effettivamente i nostri crackers sono entrati nel server si tratta di sabotaggio e appare chiara l'intenzione di invischiare una ditta scomoda e rivoluzionaria come la nostra in uno scandalo senza precedenti. Noi non ci stiamo e ribattiamo.»
Microsoft ha reso noti tutti i retroscena dell'ormai famoso attacco ai suoi server. Ecco la dichiarazione del portavoce ufficiale: «Abbiamo finalmente trovato il colpevole dell'introduzione dei crackers nei nostri server. Si tratta di un nostro dipendente, tale Stephen Jobs, che si è rivelato essere un infiltrato della concorrenza. Le nostre telecamere a circuito chiuso hanno registrato Jobs mentre apriva un pacchetto di crackers Mulino Bianco, ne estraeva uno e lo introducxeva nel nostro server. Il mistero è risolto!» Doveroso sentire anche le ragioni dell'a.tra parte in causa, il signor Jobs: «Sono innocente: ero digiuno da due giorni...»