Microsoft ha reso noti tutti i retroscena dell'ormai famoso attacco ai suoi server. Ecco la dichiarazione del portavoce ufficiale: «Abbiamo finalmente trovato il colpevole dell'introduzione dei crackers nei nostri server. Si tratta di un nostro dipendente, tale Stephen Jobs, che si è rivelato essere un infiltrato della concorrenza. Le nostre telecamere a circuito chiuso hanno registrato Jobs mentre apriva un pacchetto di crackers Mulino Bianco, ne estraeva uno e lo introducxeva nel nostro server. Il mistero è risolto!» Doveroso sentire anche le ragioni dell'altra parte in causa, il signor Jobs: «Sono innocente: ero digiuno da due giorni e mi sono appartato in una stanza, che mi sembrava la più isolata, a mangiare dei crackers (cosa vietatissima alla Microsoft) che mia moglie mi aveva fatto pervenire tramite il mercato nero interno alla ditta. Ad un tratto ho sentito l'inconfondibile rumore della Nike di Bil Gates che si avvicinava sempre più. Preso dal panico ho cercato di sbarazzarmi dei crackers e li ho infilati nel primo buco che ho trovato. Purtroppo era la porta floppy del server principale di Microsoft,quello con i codici sorgenti. Ma io che colpa ne ho, come facevo a saperlo? E poi se vogliamo essere fiscali non ho visto nessun cartello con su scritto "Non introdurre crackers nel server". Tu pensi sempre che queste cose capitino agli altri e invece un giorno ti trovi coinvolto in una cosa del genere e hai la percezione che la tua vita non sarà più la stessa. Ma io non voglio essere usato come capro espiatorio e poi diciamoci la verità, con tutti i problemi che ha Windows, l'utente non si sarebbe nemmeno accorto della presenza dei crackers. Al massimo avrebbe visto passare qualche banner del Mulino Bianco. Non mi sembra una gran tragedia.»