Clarence - Tecnologia
Clarence
LA RETE SOTTO ASSEDIO
Homepage Free Internet Chat Forum Oroscopo Cartoline Clarendario Net to Be superEva superEva
SMS gratis Cerca Messenger Mail Games Links Meteo Free Blog B.I.G.
Sei qui:   Homepage > Tecnologia > Speciali > La rete sotto assedio > Le minacce
  MINACCE ALLA RETE
Correvano i primi anni Novanta quando pochi volenterosi maniaci si radunavano in una in un luogo virtuale sconosciuto ai più: internet. Questi pionieri venivano visti un po' come i radioamatori: una nicchia senza nessun valore commerciale. Per un strano caso del destino poi, il fenomeno si è allargato fino a diventare il più grande mezzo mediatico attualmente esistente e le cose sono un po' cambiate. La minuscola e sperduta isola, destinazione di navigatori smanettoni, e diventato un colossale continente, in altre parole, adesso siamo un mercato. Suona bene no? Non ci sarebbe nulla di male se le aziende che desiderano accaparrarsi una buona fetta di questo mercato, ancora in gran parte inesplorato, non cercassero di imporre alla collettività dei navigatori le loro strategie e i loro standard. «Basta bimbi, avete giocato abbastanza! Adesso è una cosa per grandi!»
Ora con anni di ritardo tutti si sono buttatti a capo fitto in rete, cercando di spremere fino all'ultima goccia. Da qualche tempo a questa parte però ci sono dei segnali a dir poco inquietanti su ciò che potrebbe diventare internet o meglio, su come vorrebero farla diventare.
Si sta riducendo tutto a un'enorme vetrina pubblicitaria e una macchina da soldi con pochi precedenti. Nessuno nega che le grandi compagnie abbiano tutto il diritto di ritagliarsi il loro spazio in rete, ma ciò non gli conferisce l'autorità di dettare legge ed imporre le proprie strategie come standard. Nessuno ha imposto loro di entrare in internet, quindi se le regole ormai consolidate da anni in rete non sono di loro gradimento, non ci dovrebbe essere nessuna legge che li costringe a restarvi. Di sicuro non sentiremo la mancanza di Omnitel, Tim, Wind, Blu, SIAE, RIAA, SDMI e anche Microsoft. A dir la verità il vuoto di Microsoft si sentirebbe eccome, ma volete mettere la soddisfazione di un mondo, seppur virtuale, senza Bill Gates?
Ha suscitato notevole scalpore la nostra protesta contro la tassa di interconnesione delle compagnie telefoniche mirata a ottenere ricavi sugli SMS spediti dalla rete. Siamo perfettamente d'accordo sul fatto che al mondo ci sono cose ben peggiori, e che parlare di battaglia per la libertà è forse un po' sopra le righe, ma se internet è un posto che ci piace, perché dobbiamo lasciare che diventi una gigantesca marchetta come la tv? Se gli innumerevoli recenti soprusi, seppur piccoli, vengono lasciati passare, ben presto ci troveremo a navigare in rete senza più stimoli, e lasceremo internet in mano a qualcuno che non ha nessun diritto di imporre alcunché.
La vicenda SMS è soltanto l'ultima di una lunga serie che mira ad imbrigliare l'unico mezzo mediatico che spesso e volentieri si ribella alle leggi di mercato. Prima di tutto ci siamo dovuti sorbire Bill Gates che si scaglia contro la licenza GPL dei software, poi la Francia che tassa gli hard disk e i CD-Rom vergini perché sono sono potenziali contenitori di materiali illegali, in seguito l'SDMI, che aveva chiesto ai ricercatori e ai pirati informatici di provare a violare i loro sistemi di sicurezza, promettendo ingenti somme di denaro per poi minacciare chi ci è davvero riuscito. Non è finita, la SIAE vuol far pagare il copyright sulle suonerie per telefoni cellulari! Come dimenticare poi la vertenza RIAA-Napster con successivo accordo che ha decretato l'abbandono massiccio del programma da parte degli utenti. In definitiva un insieme di circostanze che lasciano intuire un disegno più vasto mirato a controllare il mercato internet.
Ciò che questi loschi figuri si ostinano a non capire è che la rete ormai è troppo vasta e incontrollabile. Se chiudono un sito in America, lo stesso rispunta dopo due minuti al massimo in un server in Sud Africa. Tutto questo per dire che sicuramente continueranno ad osteggiere l'Open Source, imporrano ancora la chiusura di siti, cercheranno di spillare altri soldi con nuovi e spesso inefficienti servizi a pagamento, ma da qualche parte, nell'ombra, ci sarà qualcuno che metterà a disposizione le stesse cose, e gratis! E noi, a differenza di loro, sappiamo come trovarle.

  di Gianmarco Neri
gli stessi argomenti su:  NESSUNO
   data: 08 mag 2001 protezione contenuti: assente Aiuto  

  COSTRUISCI CLARENCE...
Se vuoi segnalarci un sito, gestire una rubrica o inviarci un suggerimento clicca qui.


SPONSORED BY:



     
A WWWORLD APART
DadaWebmaster: sindaco@clarence.com - Clarence ® è un marchio registrato di Clarence s.r.l. - Ideato da Gianluca Neri e Roberto Grassilli, realizzato dalla Redazione - Pubblicità - Uff. Stampa - Lavora con noi.
© 1996-2002 Clarence s.r.l.