E' partita da qualche mese la campagna con cui Microsoft sta cercando di screditare Linux e il mondo dell'Open Source agli ochhi degli utenti meno esperti, che rappresentano ancora la più consistente fetta di mercato per la csa di Redmond. Ha comnciato Doug Miller che sosteneva che Linux non è affatto redditizio e pronosticava il fallimento della maggior parte delle imprese che hanno scelto la via del pinguino. La teoria più divertente di Miller però è quella che insinua un apresunta mancanza di sicurezza del sistema operativo Linux. Non è uno scherzo, Miller si occupa di Windows e dice che Linux non è sicuro. Cose dell'altro mondo! Poi è stato il turno di Jim Allchin che addirittura dichiarato che Linux non rappresenta una minaccia per Microsoft, ma per tutti gli Stati Uniti. Infine non poteva mancare il vocione del gran capo. Bill Gates ha dichiarato: «E' semplicemente falso che l'open source abbia qualsiasi grande beneficio in termini di affidabilità e sicurezza... L'idea che i contributi volontari della gente portino allo sviluppo di prodotti migliori è falsa». Per anni ci siamo dovuti sorbire le schermate blu di errore del suo sistema operativo e adesso l'obiettivo di dieci anni dei nostri accidenti mette in discussione la validità dell'Open Source. Di certo non gli manca la faccia tosta... In calce ogni dichiarazione tutti i responsabili Microsoft giuravano di non essere minimamente preoccupati della concorrenza di Linux. E meno male... se fossero stati preoccupati cosa avrebbero fatto, un suicidio di massa?