Il primo episodio della serie "Alone in the DarK" apparve nel lontano (in termini videoludici) 1992 e divenne subito un successo. Grazie a molte innovazioni tecnologiche, per esempio la visuale "cinematografica" rappresentata per mezzo di telecamere e una storia solida, entrò di diritto nella ristretta cerchia dei "classici" dei videogiochi. Ambientato negli anni '20, vedeva l'investigatore privato "Edward Carnby" indagare in una villa infestata e cercando allo stesso tempo di risolvere i misteri e salvare la propria vita. Uno dei maggiori pregi di questo gioco è stato quello di staccarsi dalle avventure grafiche tradizioneli, creando un vero e proprio genere a sé, quello del survival horror, ripreso negli anni successivi da Resident Evil, Dino Crisis e Silent Hill.
Il mondo dove si svolgono le avventure di Carnby è pesantemente influenzato dagli scritti di H.P. Lovecraft; gli stessi autori non hanno mai nascosto questa ispirazione, anzi spesso possiamo trovare delle cere e proprie "citazioni". Per esempio, il nome del direttore dell'orfanotrofio dove cresce Carnby è "Howard L. Phillips". Ed ancora, ecco una possibile origine del nome Carnby, tratta dal sito ufficiale : "...si possono trovare altre tracce del nome Edward Carnby in un testo mai pubblicato dello scrittore Howard Philip Lovecraft, che venne ripreso da Ashton Clark Smith nel suo racconto The Return of the Sorcerer (Il ritorno dello stregone), pubblicato nel 1931. Smith, che non conosceva le origini del nome, aveva ribattezzato "John Carnby" lo stregone della novella, senza dubbio come omaggio a uno dei primi personaggi di Lovecraft, "John Towers" in The Little Glass Bottle, (La piccola bottiglia di vetro). Il titolo originale della novella mai pubblicato da Lovecraft era The Return of the Sorcerer Child. (Il ritorno del figlio dello stregone)...".
Al primo episodio seguì il secondo, pubblicato nel settembre del 1994 e, nel marzo 1995, il terzo. Quest'ultimo, ambientato nel Far West di inizio secolo, fu il più criticato, dal momento che, all'avventura, era privilegiata l'azione.
Con il quarto episodio, invece, la risoluzione degli enigmi è tornata ad essere una parte fondamentale del gioco, soluzione che farà felice tutti gli appassionati del genere, (a torto) un po' trascurato ultimamente dalle software house.