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  PIRATERIA SCONFITTA? MACCHE'
PiracyWindows (e i programmi Microsoft in genere) sono da sempre tra i più piratati. Si va dai CD Masterizzati che vendono anche i vucumprà agli angoli delle strade a vere e proprie copie contraffatte che recano licenza (falsa) e vengono vendute come vere. C'è chi dice che Microsoft fino ad ora non abbia mai cercato sistemi più complessi dei soliti codici alfanumerici di venti cifre proprio per aumentare le basi di sistemi operativi e suite di produttività installate e creare così, di fatto, uno standard. Naturalmente sono leggende metropolitane, da non prendere in considerazione, ma di fatto sono davvero pochi (in percentuale) quelli che hanno pagato regolarmente il proprio sistema operativo. Non a caso Microsoft è uno dei fondatori della B.S.A. (Business Software Alliance), un'associazione mondiale di produttori di software che si batte contro la pirateria. Con l'introduzione di Windows XP Microsoft gioca un'altra carta: l'attivazione del sistema operativo. Al primo avvio viene generato un codice in base alle caratteristiche hardware della macchina e quelle del prodotto. Una volta ottenuto il codice, è necessario comunicarlo a Microsoft che darà un'altro codice per evitare che, dopo trenta giorni il sistema operativo si blocchi. Fin qui tutto okay, sembra una bella trovata ma sorge subito un dubbio: se il codice viene generato tenendo conto anche delle caratteristiche hardware del computer, che succede se qualche componente si guasta o decido di effettuare un upgrade di alcune parti (operazione tutt'altro che infrequente tra gli appassionati)? Windows XP consente 5 modifiche rilevanti alla propria macchina, poi dobbiamo richiedere un altro codice di sblocco a Microsoft. Questa opzione ha suscitato subito polemiche in tutto il mondo. Si va da presunte violazioni della privacy, visto che verrebbero divulgati dati riguardanti la configurazione del computer (anche se non vengono inviati dati personali), alla sensazione piuttosto scomoda di non essere più padroni del proprio computer, visto che dopo aver comprato (e pagato) un certo componente, bisogna comunicarlo a "mamma" Microsoft. Naturalmente chi ne fa le spese sono, alla fine, solo gli utenti onesti: sono gli unici, infatti, che sono costretti alla macchinosa (specialmente per chi non dispone di una connessione ad internet) procedura di attivazione. E i disonesti? Per loro (oltre naturalmente alle pene previste dalla legge) dopo solo poche ore dal lancio del sistema operativo erano disponibili copie gia crackate in mezzo mondo. Addirittura a Taiwan le final releases già sbloccate sono state messe sul mercato (nero) contemporaneamente a quelle legali. E' proprio vero: fatta la legge, scoperto l'inganno. Ma si rischia davvero tanto.

  di Jonathan Silvi
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   data: 30 ott 2001 protezione contenuti: assente Aiuto  

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