Tim Paterson ha perso l'Oscar della sfiga (vinto da Kildall), ma al fotofinish. Paterson lavorava alla Seattle Computers, e si trovò in mano, nell'aprile del 1980, un manuale del CP/M di Kildall. Dovendo creare un sistema adatto a far funzionare il gioiellino di casa Seattle, un prototipo dotato della CPU 8086, Tim si mise al lavoro avendo ben presente (troppo, malignano alcuni) le ricerche di Kildall, nonostante Paterson abbia sempre dichiarato di odiare il CP/M e di essere sicuro di saper creare un prodotto infinitamente migliore. Fatto sta che, verso la fine di giugno dello stesso anno, aveva già compilato il Q-DOS (Quick-Dirt Operating System, cioè Veloce e Sporco) nella versione 0.11. Ad agosto, il Q-DOS era pronto: ma fu prodotto in pochi esemplari, anche perché nessuno sapeva quanto fosse valido: se ne accorse, però, quel marpione di Bill Gates, che aveva, intanto, concluso (c'è da non crederci) un accordo con la IBM, in questi termini. Gates, in poche parole, aveva venduto un prodotto che non c'era (il DOS) fatto da un'azienda che non produceva niente del genere (la Microsoft) ad un'altra azienda (la IBM) che, come contropartita, gli aveva promesso un sacco di soldi. Mah. Piccolo particolare: il DOS, Gates non lo aveva. Nessun problema, pensò Bill: ci pensa Paterson. Infatti Bill andò da Tim e gli mise sul tavolo 50.000 dollari in cambio della licenza del Q-DOS. Paterson ebbe l'accortezza di domandare perchè mai gli servisse il suo DOS, e ricevette come risposta un: "Beh, sai, abbiamo dei clienti, e vorremmo rivenderlo a loro, ma non possiamo dirti chi sono perchè abbiamo firmato una clausola di segretezza".
Scacco matto: Paterson ci cascò, prese l'uovo oggi e perse un cargo pieno zeppo di galline in arrivo il giorno dopo. La Microsoft prese il Q-DOS (firmando un accordo storico: era il 27 luglio del 1981), lo ritoccò qua e là e lo presentò come sua invenzione: l'MS-DOS (MicroSoft Dos).
La Microsoft si sentì, forse, in colpa ed offrì un lavoro a Paterson: un post che accettò, ma dopo un anno era già fuori. Non si trovava troppo bene, forse per la sensazione di essere un impiegato di un colosso divenuto tale grazie alle sue regalìe.
Tornato alla Seattle per qualche tempo, Paterson si è, poi, ritirato definitivamente a vita privata (e triste, probabilmente). Sopravvive una Paterson Tech, non meglio specificata corporation di sviulppo software.