Perché un programmatore dovrebbe rendere pubblico il codice sorgente della sua applicazione? La risposta è elementare: perché in tal modo si riesce a costruire un'applicazione più affidabile. In effetti detto così sembra il concetto più antieconomico che esista, ma dobbiamo sfatare subito un luogo comune: Open Source non significa gratuito. Se scaricate o acquistate un software Open Source siete liberi di apportare tutte le modifiche che volete al codice sorgente. Dovete però rispettare una condizione: le suddette modifiche devono essere rese pubbliche. Siete liberi di redistribuire il software gratuitamente o a pagamento, ma siete obbligati a rendere pubbliche tutte le migliorie che avete apportato. Open Source non è soltanto una "filosofia", ma una precisa scelta fatta per creare un software nel miglior modo possibile. Se migliaia di persone lavorano ad un progetto è facile che questo risulti migliore di quello a cui lavora un gruppo di persone ristretto e chiuso. In realtà un utente medio il codice sorgente non lo vedrà mai neanche da lontano, ma beneficia di un software che è "passato" sotto la supervisione di diversi programmatori. Non è detto che un software Open Source sia comunque valido, ma è innegabile che in moltissimi casi, per ogni software "non aperto" ce ne sia almeno uno Open Source dello stesso livello se non migliore. Contrariamente a quanto si possa credere, l'Open Source non è un movimento di ragazzini smanettoni, ma una maniera consolidata di sviluppare software e applicazioni che può facilmente diventare fonte di guadagno. Non a caso ci sono veri e propri colossi (e tantissime aziende più piccole) che si sono dedicati anima e corpo a questo sistema. Qui sotto ne trovate alcune.
IBM
E' la dimostrazione più eclatante che l'Open Source è una scelta valida anche per aziende di grosso (enorme) calibro. Tutti ormai sanno che IBM ha adottato e supporta Linux (il più celebre progetto Open Source). La stessa pubblicità che gira in televisione da qualche tempo è la dimostrazione che Linux per IBM è una priorità. Vi sarete accorti che si nomina esplicitamente Linux e si dice che è supportato dai nuovi server IBM. Non è un fatto da sottovalutare. Per la prima volta Linux arriva anche alle orecchie dei profani avallato dalla garanzia del marchio IBM. E' probabilmente l'ultimo passo che Linux deve compiere per la definitiva consacrazione. Se il pinguino di Linux si scrollerà di dosso la fama di "alternativa" a Windows nei prossimi anni il dominio di Microsoft sarà messo in seria discussione. Linux è un sistema operativo completamente diverso da Windows.
RED HAT
E' la ditta produttrice della più famosa distribuzione di Linux. Red Hat è un'azienda quotata al Nasdaq e, dopo la vertiginosa impennata iniziale si è stabilizzata su valori più che buoni. Questa è l'ennesimadimostrazione del fatto che Linux e l'Open Source non sono scelte amatoriali. E' di qualche giorno fa l'indiscrezione secondo è imminente l'acquisto di Red Hat da parte di AOL. La voce è stata prontamente smentita, quindi probabilmente almeno un interessamento c'è stato. La prospettiva ha fatto storcere il naso ai "puristi" di Linux, che vedono come una minaccia la gigantesca ombra di AOL. In realtà, se mai dovesse avvenire qualcosa di simile, il mondo Linux potrebbe trarne giovameento e nuova ulteriore linfa. AOL ha circa sedici milioni di utenti. Immaginate se buona parte di questi passassero da Windows a Linux e se i nuovi, insieme al CD di connessione trovassero anche l'installazione della distribuzione AOL di Linux. Il rischio, dicevamo, è minimo perché se si distribuisce Linux, si è anche obbligati a rendere pubblici i cambiamenti e l innovazione. Se qualcosa dovesse andare storto poi, ci sono tantissime altre distribuzioni tra cui scegliere (SuSe, Mandrake, etc...).
OPEN 4
L'Italia non è certo tra i paesi in prima linea in materia di Open Source, ma qualcosa, da qualche tempo a questa parte si sta muovendo. La scorsa settimana è stata presentata alla stampa Open4, la prima società italiana che si occupa dello sviluppo e dell'implementazione di applicazioni Open Source. Durante la conferenza stampa è stata presentata una piattaforma internet per la fornitura di servizi non stop. Dov'è l'innovazione? Beh, la piattaforma raccoglie tutto il meglio dei servizi Open Source in materia di e-mail, gestione dei contenuti, sicurezza dei dati, instant messaging e varie altre applicazioni. I programmi utilizzati sono noti agli appassionati di Open Source: per la gestione dei contenuti viene utilizzato Zope, vero e prorpio capolavoro scritto in Python, che è stato adattato e implementato agli altri servizi della piattaforma in modo da essere configurabile secondo le diverse esigenze. Per i servizi di insant messaging è stato scelto Jabber, programma compatibile con la maggior parte dei software del genere (AOL, ICQ, Yahoo Messenger). Per la posta la scelta è ricaduta su QMail, la cui affidabilità è ormai universalmente riconosciuta. L'e-commerce è basato su Interchange (un tempo conosciuto come Akopia Interchange), l'applicazione di Red Hat che si è dimostrata una delle più valide nel settore. Tutti i componenti della piattaforma sono completamente adattabili a qualsiasi tipo di esigenza. Potreste fare la stessa cosa con programmi non Open Source?