Enzo Mazza, Direttore Generale della Federazione Industria Musicale Italiana, replica a Masi Scaricare la colpa della pirateria sul costo del CD non risolve il problema. «In realtà la S.I.A.E. incassa da ogni CD incassa il doppio di quanto ha dichiarato Masi»
Enzo Mazza, Direttore Generale della F.I.M.I. (Federazione Industria Musicale Italiana) ha legittimamente richiesto di poter prontamente replicare alle dichiarazioni rilasciate a Clarence dal commissario straordinario della S.I.A.E.Mauro Masi.
Nell'intervista di oggi su Clarence, stando a quanto riportato, il commissario S.I.A.E.Mauro Masi avrebbe dichiarato che il prezzo del cd sarebbe troppo alto e che in ogni caso S.I.A.E. da un cd venduto ricaverebbe diritti "solo" per il 5%.
Dire che la pirateria è causata dal costo del CD non risolve il problema
Per ogni cd venduto S.I.A.E. incassa esattamente il 9,009%, quasi il doppio di quanto affermato nell'intervista.
Scaricare la colpa della pirateria solo sul costo del cd, che come è noto è frutto di tanti elementi, non ultimo le royalty ad artisti, un 35% di mark up medio del commerciante, e un IVA, al 20% in Italia (l'IVA italiana è tra le più elevate in Europa), scatena gli applausi della platea, ma non aiuta a capire le dinamiche della proprietà intellettuale.
I dischi di successo finanziano quelli che non vendono abbastanza
Come ancora di recente è stato confermato da una ricerca del Dipartimento per la Cultura e lo Sport del Regno Unito (DCMS Report 1998), l'industria discografica è un business ad alto rischio di
impresa che richiede sostanziali investimenti in nuovi artisti e repertorio. Le industrie discografiche investono in media il 12-13% del proprio fatturato in ricerca, una delle percentuali più elevate in ricerca e sviluppo se confrontata con altri settori industriali".
Inoltre con "le hits che sfondano in classifica l'industria finanzia i mancati guadagni della maggior parte dei dischi che non vendono abbastanza per coprire gli investimenti iniziali".
Sarebbe come dire che in fondo non si può non giustificare le truffe con il bancomat o la sottrazione di codici protetti dela carte di credito perchè in fondo i giovani devono pur avere accesso al denaro per le proprie spese.
In ogni caso sono a disposizione per affrontare anche in maniera più ampia
la questione della musica su internet e la tutela dei diritti.