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| Sei qui: Homepage > Tecnologia > Speciali > SMStrike > Intervista a Mauro Masi |
Dott. Masi, lei probabilmente avrà avuto notizia dello "sciopero SMS" da parte degli utenti, contro gli operatori di telefonia mobile e la S.I.A.E., per la questione delle suonerie a pagamento...
Si, certo... Ecco, Clarence l'ha intervistata qualche tempo fa riguardo alla legge sull'editoria, contribuendo (forse, e in parte) a chiarire la questione... Si, guardi, sono tornato adesso in ufficio, e proprio a questo proposito vedo una nota di Franco Abruzzo, presidente dell'Ordine dei giornalisti della Lombardia, che dice delle puttanate di proporzioni mitiche... Beh, l'interpretazione di quella legge ha creato parecchio scalpore sulla rete... Eh, lo so, ma Abruzzo tira fuori argomentazioni tecnico-giuridiche che sono del tutto "appese", tra virgolette. Torniamo alle suonerie. Con la richiesta del diritto d'autore anche su quei pochi secondi di musica scaricati sui telefoni cellulari avete scatenato la protesta di decine di migliaia di utenti.
Le posso dire, approfondendo questo discorso, che secondo me (e l'ho sempre affermato) per gli autori e i detentori di diritti Internet è un vero pericolo, ma anche una grandissima opportunità. Io ritengo di avere una posizione che viene considerata molto avventurista tra i responsabili delle società di gestione. Sono convinto, ad esempio, che il futuro della musica sia la rete. Però una rete nella legalità. Molti (e noi tra questi) vedono l'iniziativa degli operatori di telefonia mobile e la vostra sulle suonerie come un assurdo tentativo di spremere Internet nel momento peggiore di Internet.
Ecco, a proposito di pagamenti bassi, la richiesta della S.I.A.E. di 194 lire per ogni suoneria scaricata non lo sembra affatto. Stiamo parlando di musiche di 10-15 secondi, monotraccia, senza voce e strumenti. Secondo la licenza sperimentale da voi redatta scaricare un Mp3 dovrebbe costare solo 80 lire. C'è un divario enorme e ingiustificato. Su questo c'è un equivoco, e questa è magari una buona occasione per chiarirlo: una licenza che permetta di regolarizzarsi verso i nostri mandatari (ovvero gli autori che detengono i diritti) toglie il rischio di una possibile azione per infrazione del diritto d'autore. Secondo: chi deve pagare non sono certamente gli utenti, ma il gestore di telefonia mobile o i gestori dei siti che offrono questo tipo di servizio. E poi, in ogni caso, si paga una tantum, al momento dello scaricamento... Il brano, una volta prelevato, può essere utilizzato a piacimento, non è che ogni volta che si riceve una telefonata si paga... Beh, vorrei anche vedere che si debba pagare un fisso a Jennifer Lopez ogni volta che squilla il telefonino... Ma io glielo dico perché l'ho letto, capisce? Mi è sembrata una cosa fuori dal mondo: glielo giuro, l'ho letto su un importantissimo giornale nazionale, non mi faccia fare il nome. Un indizio? Era sull'inserto "Affari e Finanza"... Difficile immaginare la testata... Proseguiamo: i portali, in genere, pagano l'invio di ogni singolo SMS tra le 40 e le 70 lire, a seconda del traffico che generano. Le 194 lire non sono un po' sproporzionate? Una tassa su un bene non può costare più del bene stesso. Guardi, la tariffa si basa sullo standard europeo, che va dal 10 al 12%. Noi abbiamo proposto questo tipo di tariffa per sei mesi, in via sperimentale. Io non ho difficoltà a dire che se vediamo che il prezzo è eccessivo noi siamo pronti a ridurlo.
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