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 INTERVISTA A MAURO MASI
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Molti siti nostrani hanno risolto il problema in questo semplice modo: convertendosi alle suonerie "royalty free" (su cui non è dovuto alcun diritto d'autore) o eliminando completamente il servizio. In entrambi i casi, grazie al prezzo esorbitante che avete proposto, significa che gireranno meno soldi: per i portali, per gli autori, ma anche per la S.I.A.E.

“ Se il prezzo è eccessivo siamo pronti a ridurlo ”
Io non ho difficoltà a credere a ciò che lei dice: le ripeto che se ci dovessimo accorgere che fosse così, noi ridurremo il prezzo. Consideri che in Europa la tariffa varia dal 10 al 12%, con minimi che arrivano fino a 15 centesimi di Euro. Ovviamente non è che la S.I.A.E. ci fa il bilancio con 194 lire, quello delle suonerie è un fenomeno che non vale molto.

In realtà non è poi così vero. Si è saputo che alcuni portali compravano (e comprano) pacchetti di SMS direttamente da operatori italiani, all'esorbitante prezzo di 100 lire a messaggio. Tradotto in soldoni vuol dire molto più di un miliardo al mese, e per un solo portale.

Io ribadisco ciò che le ho detto: noi abbiamo concepito questa tariffa adeguandoci ad uno standard europeo, e anche perché c'è stata una forte richiesta dalle nostre consorelle europee (in particolare ci hanno fatto molte pressioni quella inglese e francese) perché venisse proposta una tassa sulle suonerie. Il nostro obiettivo è solo il riconoscimento del diritto d'autore, indipendentemente da come le opere siano utilizzate. Però se è come dice lei, e non ho dubbi che sia così (noi in effetti stiamo studiando questo fenomeno), siamo assolutamente pronti a fare scendere la "tassa" anche in maniera sostanziale: non abbiamo nessuna difficoltà. Sui prezzi siamo aperti: questo è un tipo di entrata del tutto irrilevante per noi, e possiamo tranquillamente abbassare la tariffa.

Il 12% di 40 lire (il costo per SMS che effettivamente i portali pagano)sono 4,8 lire: siamo ben lontani dal giustificarne la richiesta di 194. Gli interessi degli autori non si fanno inquinando il mercato con prezzi improponibili che nessuno potrà affrontare.

Infatti: bisogna trovare un prezzo d'equilibrio, come dice lei, che non porti all'annullamento del mercato. La licenza è volontaria e sperimentale: stiamo esaminando il mercato, e siamo disponibilissimi a variare le condizioni e anche il prezzo al ribasso.

Ce lo conferma?

Assolutamente: lo può scrivere tranquillamente e formalmente.

Una domanda che per primi ci siamo posti è: "Di cosa ha paura la S.I.A.E.?". Forse che un utente si dica: «Bene, ora che ho 10 secondi di suoneria di Ricky Martin sul mio telefonino, monotraccia, senza voce e strumenti, posso fare a meno di andarmi a comprare il CD»? Il fatto che qualche secondo di una canzone squilli su centinaia di cellulari non è da configurarsi più come promozione? E cosa succede se un autore decide di non avvalersi della S.I.A.E. e di concedere l'uso gratuito delle suonerie agli utenti?

“ Se un autore si accorda per dare gratis le proprie suonerie il problema non si pone neanche ”
Guardi, il discorso è questo: il diritto d'autore così come viene concepito da noi (con qualche differenza normativa rispetto alla Francia e alla Germania, in cui si parla più di "copyright") riguarda la tutela dell'opera indipendentemente da come venga utilizzata, o dalla durata. Viene insomma riconosciuto comunque l'utilizzo dell'opera, anche se si tratta di 10 o 20 secondi. Poi, è naturale: è necessario trovare un punto d'equilibrio tra ciò che è promozione e ciò che è utilizzo dell'opera. Io ritengo che l'utilizzo vada comunque riconosciuto, poi sta all'autore decidere magari di concederlo gratuitamente. Se qualcuno decide "io lo dò gratis", allora il problema non si pone neanche più. Alcuni dei nostri mandatari ci hanno segnalato la necessità di una tutela, ma nessuno vuole esagerare: si sta parlando di un trattamento adeguato.
“ Basta che un autore la avverta, e la SIAE non interviene ”
La S.I.A.E. è solo mandataria degli autori, se l'autore decide di non farsi rappresentare riguardo alle suonerie perché ha raggiunto un altro tipo di accordo, è sufficiente che ce lo dica. Noi possiamo ragionare sull'utilizzo dei diritti di cui disponiamo. Se l'autore non vuole che quel particolare diritto gli venga riconosciuto, o si accorda in modo diverso, senza passare dalla S.I.A.E. Se non ci dà mandato diverso è la S.I.A.E. assume che difenderà i diritti provenienti dall'opera. Invece, in assenza di indicazione esplicita da parte dell'autore, la S.I.A.E. agisce.

  di Gianluca Neri
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   data: 15 mag 2001 protezione contenuti: assente Aiuto  

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