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Molti siti nostrani hanno risolto il problema in questo semplice modo: convertendosi alle suonerie "royalty free" (su cui non è dovuto alcun diritto d'autore) o eliminando completamente il servizio. In entrambi i casi, grazie al prezzo esorbitante che avete proposto, significa che gireranno meno soldi: per i portali, per gli autori, ma anche per la S.I.A.E.
In realtà non è poi così vero. Si è saputo che alcuni portali compravano (e comprano) pacchetti di SMS direttamente da operatori italiani, all'esorbitante prezzo di 100 lire a messaggio. Tradotto in soldoni vuol dire molto più di un miliardo al mese, e per un solo portale. Io ribadisco ciò che le ho detto: noi abbiamo concepito questa tariffa adeguandoci ad uno standard europeo, e anche perché c'è stata una forte richiesta dalle nostre consorelle europee (in particolare ci hanno fatto molte pressioni quella inglese e francese) perché venisse proposta una tassa sulle suonerie. Il nostro obiettivo è solo il riconoscimento del diritto d'autore, indipendentemente da come le opere siano utilizzate. Però se è come dice lei, e non ho dubbi che sia così (noi in effetti stiamo studiando questo fenomeno), siamo assolutamente pronti a fare scendere la "tassa" anche in maniera sostanziale: non abbiamo nessuna difficoltà. Sui prezzi siamo aperti: questo è un tipo di entrata del tutto irrilevante per noi, e possiamo tranquillamente abbassare la tariffa. Il 12% di 40 lire (il costo per SMS che effettivamente i portali pagano)sono 4,8 lire: siamo ben lontani dal giustificarne la richiesta di 194. Gli interessi degli autori non si fanno inquinando il mercato con prezzi improponibili che nessuno potrà affrontare. Infatti: bisogna trovare un prezzo d'equilibrio, come dice lei, che non porti all'annullamento del mercato. La licenza è volontaria e sperimentale: stiamo esaminando il mercato, e siamo disponibilissimi a variare le condizioni e anche il prezzo al ribasso. Ce lo conferma? Assolutamente: lo può scrivere tranquillamente e formalmente. Una domanda che per primi ci siamo posti è: "Di cosa ha paura la S.I.A.E.?". Forse che un utente si dica: «Bene, ora che ho 10 secondi di suoneria di Ricky Martin sul mio telefonino, monotraccia, senza voce e strumenti, posso fare a meno di andarmi a comprare il CD»? Il fatto che qualche secondo di una canzone squilli su centinaia di cellulari non è da configurarsi più come promozione? E cosa succede se un autore decide di non avvalersi della S.I.A.E. e di concedere l'uso gratuito delle suonerie agli utenti?
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