Giugno 04, 2003
Abraham Yehoshua: La sposa liberata
di Bibi David
[da
CaffèEuropa]
Professor Yehoshua, cosa è cambiato in Israele dal 1998-1999, epoca di ambientazione del suo romanzo, quando ancora non era emersa la Seconda Intifada, ad oggi?
Si sono rotti completamente i negoziati di pace, nei quali avevamo riposto tutti tante speranze. Io personalmente lotto e combatto per questa pace da oltre 35 anni, per una pace che si fondi sulla creazione di due stati per due popoli con un chiaro confine fra israeliani e palestinesi. Ma i palestinesi non hanno accettato nessuna trattativa in questa direzione, neppure quando furono proposte da Israele offerte molto generose, e hanno risposto invece facendo esplodere una spirale incontrollabile di violenza.
Attualmente cosa è possibile fare per arrivare ad una soluzione accettabile per entrambe le parti?
Ora credo non sia piu' possibile arrivare ad un accordo come quello di Camp David, e penso che si possa ottenere un risultato positivo solamente con una scelta unilaterale: Israele dovrebbe unilateralmente stabilire e fissare un confine affidabile. Gradualmente, riuscendo a proteggerci dal terrorismo suicida palestinese, potremo arrivare a fare insieme dei passi avanti.
Come giudica la scelta di sostituire il Ministro degli Esteri Shimon Peres con l'ex premier Benjamin Netanyahu?

Sono convinto che Shimon Peres, essendo un membro del partito laburista, non avrebbe, dall'inizio, dovuto far parte in alcun modo del governo di Sharon. Penso che per Peres sia stato un grave errore servire il governo di destra nella posizione di Ministro egli esteri e sono contento che finalmente non ne faccia piu' parte. Peres ha fornito a Sharon, piu' volte, una copertura per moltissime azioni politiche. Ora basta, non aveva piu' senso dare al Likud una simile facciata.
Lei è a Roma per presentare La sposa liberata
. Puo' parlarci in breve della storia narrata nel romanzo e, al contempo, dirci se questo racconto puo' esser visto come una metafora della tragedia che attualmente sconvolge Israele?
Nel libro vi sono due percorsi di ricerca che generano conflitti e interrogativi senza risposta, due percorsi che alla fine si incontrano e si intrecciano: una dimensione di ricerca accademica e una di ricerca interiore. Il protagonista del romanzo è Rivlin, un professore dell'università di Haifa, un orientalista con due enormi preoccupazioni: capire perché è finito, senza una apparente giustificazione, il matrimonio del figlio Ofer, abbandonato dalla moglie e caduto nella piu' cupa disperazione, e comprendere, su un altro piano, perché l'Algeria, paese del quale il professore si è sempre occupato con minuziosa attenzione, sia caduta improvvisamente in una brutale battaglia interna, dopo una importante guerra di liberazione.
Dal suo romanzo L'amante
fino a La sposa liberata
, nei suoi libri c'è sempre una unione ambigua e difficile fra arabi ed ebrei. Qual è il modello di vita dell'israeliano di oggi? E' piu' arabo-mediorientale, americano o europeo?
Nei miei romanzi il rapporto fra arabi ed ebrei è difficile come purtroppo lo è nella realtà, anzi, posso dire che forse contiene una visione più ottimistica di quella che consente l'attuale situazione di convivenza fra palestinesi ed israeliani. Riguardo all'identità israeliana credo che guardi ora ad oriente ora ad occidente, che l'israeliano sia un po' arabo, un po'europeo e un po' americano: molte identità diverse che si mischiano fra loro.
Un'ultima domanda: lei parteciperà nei prossimi giorni ad un forum a Genova sul ruolo della letteratura e poesia contemporanea nella realtà di oggi, per celebrare Genova capitale europea della cultura nel 2004. Come valuta questa iniziativa?
A Genova vi sarà una vera e propria tavola rotonda su questi temi. Quello che diro', oltre a parlare dei miei scritti, dipenderà dall'atmosfera e dalle domande che mi verranno poste. Penso che sia una occasione importante e un traguardo positivo per Genova esser stata scelta come capitale della cultura, pertanto aspetto l'incontro con interesse.
Abraham Yehoshua - La sposa liberata - Einaudi - 19 euro
Posted by giuseppe genna at Giugno 4, 2003 06:12 PM
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Ma come? Nessun commento per Abraham Yehoshua? Non mi pare vero. Davvero, non riesco a crederci. Ragazzi, non dormite! ^___^
"Negli ultimi dici anni si è instaurato tra me e i lettori italiani un rapporto molto caloroso. Non sono in grado di valutarne esattamente i motivi e la profondità, così come ignoro se sia destinato a durare. Per il momento, comunque, questa situazione è fonte per me di un continuato e rinnovato piacere.
Tra la fine degli anni Settanta e l'inizio degli Ottanta, quando in vari paesi europei, negli Stati Uniti, in Argentina e in Brasile, furono tradotti i miei primi romanzi, L'amante e Un divorzio tardivo, le maggiori case editrici italiane (tra cui anche l'Einaudi) rifiutarono di tradurre i miei libri. Il fatto che lo stesso trattamento fosse riservato anche alle opere di altri scrittori israeliani sta forse a testimoniare che alla base di questo rifiuto vi erano, oltre che ragioni letterarie, anche motivazioni a carattere politico. Non tanto perché il pubblico italiano pensasse allora che Israele si trovava dalla parte dei 'cattivi', ruolo che assunse in modo ancor più marcato all'indomani della guerra del Libano e durante l'Intifada, proprio negli anni, cioè, in cui apparvero in Italia i primi libri di autori israeliani. Ma forse soprattutto perché i vari editori italiani nutrivano seri dubbi nei confronti di una letteratura considerata troppo locale ed eccessivamente improntata a valori eroici e a un'ideologia di carattere nazionalistico.
A partire da metà degli anni Ottanta, in parallelo alla ricezione della letteratura israeliana in Italia, anche il pubblico in Israele ha manifestato un grande interesse nei confronti delle opere di scrittori italiani contemporanei... Non conosco abbastanza bene l'Italia e la sua letteratura per trovare una risposta che mi soddisfi appieno. Quando ne chiedo il perché ai miei amici italiani, loro mi dicono semplicemente: "E' perché tu sei un bravo scrittore". A questo non posso che replicare: "E non sarà piuttosto che voi siete lettori eccellenti?" Comunque sia, trattandosi di una storia d'amore, è meglio non approfondirne troppo le ragioni."
Abraham Yehoshua
Allora, ragazzi, ci vogliamo smentire? Oltre a “L’amante” e “Un divorzio tardivo” e “La sposa liberata”, mi sento in dovere di segnalare anche “Tutti i racconti” apparsi in edizione Einaudi: sono assolutamente fantastici, onirici, surreali, ogni racconto è un capolavoro che racconta quanto un romanzo di mille pagine. Insomma, racconti che è impossibile non leggere, perché sono ben più di una introduzione ad Abraham Yehoshua, perché dentro c’è tutto il suo mondo, la sua sensibilità umana e artistica.
Per chiarire: il numero di commenti non è assolutamente indicativo del numero di lettori di un pezzo. 2.300 utenti unici ieri hanno letto l'intervista a Yehoshua.
Ottimo davvero, caro Genna. Hai fatto bene a precisare.
Forse non sono stato troppo chiaro precedentemente: io invitavo oltre a leggere l’intervista anche a partecipare con un commento. Ad ogni buon conto, come bene evidenzi, l’importante è leggere.