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Martedì 15 Giugno 2004
Blues / 4
Quarta parte del racconto: quella che ci rivela molti particolari...
Sonia geme più forte e cambia movimento, ora scivola avanti e indietro scorrendo quasi tutta la lunghezza del pene di Marco, è persa nel suo orgasmo che pare molto intenso tanto da non accorgersi che anche il suo uomo è arrivato all’apice. Nella foga compie una corsa più lunga e lascia involontariamente uscire il membro di Marco in piena eiaculazione, nonostante questo lei continua a muoversi come prima: scivola verso di lui poi si allontana. Delle chiazze biancastre macchiano la peluria del pube e la gonna arricciata sin che lei non si rende conto di quanto è successo e tenta con una mano di guidarselo nuovamente dentro, ma in quella posizione le risulta impossibile, alla fine abbandona l’idea e si rilassa.Claudia è come ipnotizzata dalla scena e non stacca gli occhi da loro, sento attraverso la mano che tengo sulla sua pelle il respiro velocizzarsi, si è nuovamente eccitata. Non che la scena dei due amici mi abbia lasciato indifferente ma il languore e la stanchezza che sento dentro mi rilassano e allontanano ogni possibile velleità. Mi chiedo quante volta intenda accoppiarsi Claudia se è nuovamente pronta, non finisce mai di stupirmi. Sonia tenta di alzarsi a fatica, i suoi muscoli sfruttati sino in fondo le dolgono, con un moto di galanteria mi accingo ad aiutarla: la prendo per le ascelle e la tiro su dolcemente trattenendola poi in equilibrio. Lei mi ringrazia con un occhiata poi incredula si guarda la mano imbrattata dal seme di Marco mentre cerca di ripulirsi la gonna. La fermo, sta spalmando tutto il liquido seminale sul tessuto, e la invito a seguirmi in bagno per lavarsi con l’acqua. Mentre mi dirigo fuori dalla sala guardo Claudia sul divano per comunicarle le mie intenzioni ma lei è come assopita e non si accorge di noi. Con Sonia entriamo nel bagno, la guido verso il lavandino e con l’acqua leviamo dalla gonna gli schizzi del seme di Marco. Lei è sempre assente e si muove con gesti istintivi ed automatici, ma raggiungiamo il nostro scopo. Toglila che la mettiamo ad asciugare! – le dico Lei slaccia la chiusura e la lascia cadere ai suoi piedi, poi l’allontana da se con un piccolo calcio. Recupero il suo indumento e lo appoggio sul bordo della vasca, poi la guardo e noto le gocce sul pube; bagno un angolo dell’asciugamano e mi siedo sulla tazza del water per essere alla giusta altezza. Aspetta, ripuliamo per bene anche qua! Sonia spinge in avanti il pube per facilitarmi l’opera e rabbrividisce al contatto con il tessuto umido e freddo dell’asciugamano, tenta di allontanarsi istintivamente tanto che devo afferrarla per i glutei in modo da trattenerla. Ora posso ripulirla per bene. Ma quanto ne aveva? – chiedo con un tono scherzoso per risvegliarla. Lei non risponde ma appena termino l’opera prende la mi testa fra le mani e si china a baciarmi, l’accarezzo senza mire sessuali dai fianchi alla schiena ancora coperta dalla camicetta slacciata. Lei scende sino a sedersi a cavallo delle mie ginocchia senza mai staccare le labbra dalle mie, lentamente avvicina il pube ai miei genitali sino a premere la peluria bagnata sul membro che pare tornato in vita. È molto eccitante quando è in questo stato: non parla, tiene gli occhi chiusi e cerca per istinto i punti erogeni con le mani mentre i suoi genitali trovano i miei. Sento nascere la voglia di prenderla, di entrare in lei ma non capisco quanto si sia già ripresa dal recente amplesso. Per testare le sue intenzioni la sollevo di poco prendendola per i glutei e subito sento il pube cercare il mio membro. Non qua. A letto, ti va? – le domando. Lei annuisce poi si lascia guidare passivamente verso la camera. Mentre transitiamo davanti alla sala sono tentato di sbirciare per vedere cosa combinano Claudia e Marco ma sento solo le note della musica uscire da lì ed egoisticamente voglio avere Sonia solo per me. Come entriamo lei si siede sul bordo del letto, apre leggermente le gambe poi mi guarda tra i capelli arruffati che, in parte, le cadono sul viso. Gli occhi sono lucidi, non capisco se per l’emozione di un desiderio o per la stanchezza, ma la conosco ormai: se non provasse un forte desiderio non si concederebbe. Intuisco dalla posizione che ha assunto, e dall’espressione, che vuole essere presa e guidata nell’amplesso. Ogni desiderio nasce nell’irrequietezza che spinge verso il soddisfacimento e, il conseguente, sgravio della tensione; ma quest’irrequietezza nasce da una disarmonia. Sonia, questa sera, non era intenzionata a dare sesso ma piuttosto a ricevere sesso: quando si è ritrovata sopra il suo uomo, spinta da un impulso generato dalla sensualità di Claudia, non ha trovato soddisfazione alla sua voglia interiore. Ecco che allora ha cercato me, comunicandomi a suo modo cosa realmente desiderava. (continua) Rupescissa |
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