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Domenica 12 Dicembre 2004
Vivendo la passione / 12
Milù obbedì alle mani di Chiara che la guidavano...
...e si ritrovò presto supina in quello che pensava fosse il centro del letto. L’amica la prese per i fianchi e le sollevò il sedere, lei si mise in ginocchio con qualche difficoltà a causa delle mani legate. Ora Chiara la stava spingendo da dietro per farla avanzare verso la presumibile spalliera, mentre si muoveva, Milù, si appoggiò su quella che intuì essere la caviglia di un uomo, allora tastò come poteva i dintorni per dirigersi inesorabile verso di lui. Lentamente scoprì dove erano le sue gambe, quindi le risalì sino all’inguine. Tastò il membro trovandolo più che pronto ma non poteva afferrarlo, la sciarpa era troppo stretta sui polsi, allora scivolò ancora in avanti per raggiungerlo con la bocca. Mentre lo prendeva tra le labbra sentiva le mani di Chiara che le accarezzavano il sedere e lo spostavano, non si preoccupò di loro dedicandosi a leccare e a succhiare quel nuovo membro. Questo non aveva il suo sapore, lo avrebbe riconosciuto, le pareva piuttosto una miscela di maschio e Chiara. Si, lui era quello che si era dedicato all’amica prima. Tenendo in bocca quel pene pensava che l’altra si era tenuta quello più dotato per lei lasciandole l’altro, molto abile, ma meno importante. Non era gelosa né invidiosa, solo le piaceva notare questi piccoli dettagli. Si stava movendo su di lui, scorrendo il pene per tutta la lunghezza che riusciva ad ingoiare e succhiava forte quando lo aveva tutto dentro, le piaceva sentire sulla lingua le piccole fuoriuscite di sperma, segno di quanto lui gradisse quelle attenzioni, quando le mani di Chiara sul sedere lasciarono il posto ad altre due. Milù non osava sperare nella realizzazione del suo sogno ma alzò il sedere e aprì le gambe quanto poteva. Il ragazzo che già conosceva quella zona del suo corpo la penetrò subito, senza tutti i preamboli di prima. Entrò in lei e spinse forte con le reni arrivando in fondo. Milù si sentì nuovamente aprire e mugolò forte quando un leggero dolore segnalò il punto in cui era arrivato. Il suo sogno prendeva forma, finalmente aveva due uomini tutti per lei. L’idea la eccitava, proiettò nella mente l’immagine del suo corpo visto da una quarta persona in quella situazione e si sentì spregiudicata, femmina e anche un po’ "vacca". Le piaceva quest’ultima definizione e cercò di muoversi in modo da rafforzare quell’idea. Tentava di trasmettere, con la bocca, all’uomo davanti a lei quello che l’altro alle sue spalle le trasmetteva. Ad un certo punto notò che le pulsioni involontarie e la fuoriuscita di lubrificante dal membro che stimolava con la bocca, aumentavano d’intensità e si ravvicinavano pericolosamente, pensò che se non si calmava presto lui sarebbe esploso. Milù voleva realizzare in pieno il suo sogno, sin nei minimi dettagli, desiderava che i due uomini venissero, se non contemporaneamente, almeno a distanza ravvicinata. L’ideale era riuscire a bere il succo di tutti e due, ma non sapeva come chiederlo. Decise di accontentarsi di sentirne uno pulsare nel ventre e l’altro in bocca, ma dovevano farlo quasi insieme. Presa da questi pensieri rallentò e diminuì lo stimolo verso il primo ragazzo, quindi si concentrò su ciò che arrivava da dietro. Si posizionò in modo da sentire meglio il pene che si muoveva in lei senza però facilitarlo troppo e si limitò a trattenere tra le labbra il membro dell’altro. Ora che poteva focalizzare l'interesse sul suo piacere iniziò a godere sul serio. Prima era più l’idea, la fantasia, che il reale stimolo a darle piacere, ora sentiva tutto nei minimi dettagli, percepiva la presenza del ragazzo e godeva di lui. continua Rupescissa |
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