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Lunedì 20 Dicembre 2004
Vivendo la passione / 13
Seguì quella forza che la spingeva ad avanzare verso il bacino dell’uomo...
Avrebbe raggiunto l’orgasmo molto in fretta se le sue mani non fossero state prese da quelle dell’altro ragazzo e portate in avanti, verso la spalliera del letto. Milù perse l’equilibrio e anche il pene da dentro. Grugnì una mezza protesta poi immaginò che qualcosa di migliore le sarebbe capitato ora.

Seguì quella forza che la spingeva ad avanzare verso il bacino dell’uomo che aveva sotto, capì che lui la desiderava a cavallo e il pensiero di accogliere finalmente quel generoso membro tenuto fra le labbra la spinse a muoversi più in fretta. In breve fu sopra di lui con il pube appoggiato al suo pene, lo sentiva durissimo sotto le labbra e si muoveva in modo da aprirle su di lui, un chiaro invito a penetrarla. La trazione sulle mani, però, continuava a tirarla in avanti; non capiva dove intendessero farla arrivare sin che non toccò la spalliera del letto. Ora altre due mani, quelle di Chiara, si occuparono delle sue e le assicurarono ad una delle sbarre metalliche che costituivano la spalliera. In questo modo Milù riusciva a muovere liberamente solo il bacino.

Il ragazzo sotto di lei si sistemò in modo da poterla penetrare, Milù colse i suoi movimenti ed il loro significato quindi tentò d’aiutarlo come poteva. Finalmente il suo pube e il membro del ragazzo si trovarono perfettamente allineati, allora lei iniziò a scendere; era talmente eccitata e dilatata che quasi non lo sentì, si ritrovò seduta sui testicoli completamente riempita dal suo membro senza alcuno sforzo, ma le bastò sentire il corpo di lui tra le cosce, il calore del membro dentro il ventre per ricominciare a godere. Riprese a muoversi, ondeggiando le anche per spingere avanti e indietro il pube mentre lasciava che il suo stesso peso la mantenesse aderente a lui.

Le mani bloccate
contro la spalliera la costringevano in una posizione scomoda: era troppo inclinata in avanti e non poteva fare forza sulle braccia per sostenersi, il seno premeva contro il viso del ragazzo che n’approfittava per mordicchiarle i capezzoli. Milù non si domandava più il motivo che aveva spinto Chiara a farle cambiare posizione e a legarla al letto, stava godendo e tanto le bastava. Si ritrovò nuovamente molto vicina all’orgasmo, lo dimostrava con il respiro sempre più veloce e la passione con cui si muoveva.

Questa volta era decisa
ad andare sino in fondo senza più curarsi dell’amica e delle sue idee, ma due mani appoggiate sui glutei la distrassero spingendo la sua attenzione a spostarsi in quella nuova zona. Quelle mani si avvicinavano decise all’ano, Milù rabbrividì al pensiero d’essere stimolata anche lì e iniziò a gemere forte per dimostrare quanto gradisse quelle carezze così particolari. Si spinse giù con forza, facendosi penetrare a fondo, quindi si fermò ad ascoltare il dito che scivolava sulle pareti esterne dell’ano, sperando che al più presto si decidesse ad entrare.

Quel pensiero la sconvolse in quanto aveva finalmente intuito le reali intenzioni dell’altro ragazzo. Non aveva mai immaginato, nemmeno nelle sue più calde fantasie, quel tipo di unione con due uomini. Più corretto sarebbe dire che lo aveva sognato e realizzato con la mente, ma mai avrebbe immaginato di viverlo.

continua
Rupescissa

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