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Thoughts about
Bruce....Bologna, Milano e dintorni
Trovarmi a ricordare e scrivere dei concerti
italiani di Bruce affiancato dalla E Street Band, ad una settimana esatta dalla data di
Bologna, con il ricordo della sua musica, della sua voce, dellenergia ancora
impressa nella mente e nel cuore mi rende felice e agitato allo stesso tempo e riesco solo
a restare calmo pensando che lunedì prossimo sarò ancora con lui, con loro, per il
concerto in terra di Zurigo.
Non basterebbero giorni, forse mesi per parlare, capire, approfondire cosa hanno significato questo shows per tutti noi, resta allora da scrivere qualcosa che esuli dallo scontato e che ci ricordi che proprio alla luce di questi eventi posso ancora che dire che Bruce e ancora il più grande e sincero artista di rnr nel mondo, senza alcuna ombra di dubbio. Bologna: a parte il ritardo con i conseguenti problemi nel montaggio del palco e delle relative parti tecniche che alla fine hanno pesantemente influito sullacustica già in parte compromessa dalla struttura del Palamalaguti, a parte questo, lemozione che ho provato alla vista della E Street al completo di nuovo riunita non e fisicamente spiegabile, forse fa parte di quella sfera di emozioni che in pochi provano nella vita e poche volte. Lo stesso e stato quando i primi colpi della batteria di Max su " My love will not let you down " hanno letteralmente fatto esplodere il palazzetto, da li fino alla fine dello show tante le emozioni, tanta la gioia provata e solo per questo devo dire grazie ancora Bruce, grazie per farci continuare a sognare. Il concerto, non sto a fare lanalisi della set list tanto la conosciamo tutti e stato un susseguirsi di sorprese e momenti di phatos altissimi, molte le canzoni con una nuova veste, su tutte vorrei sottolineare: Mansion on the hill ( grande il prezioso ricamo di Nils alla slide guitar ), The River con un intro di Clarence al sax davvero splendido e The Ghost of Tom Joad con la seconda parte della band con Max che accarezza il rullante, Danny ad una commovente fisarmonica ed ancora Nils alla slide. Bruce alterna energia devastante a momenti di calma e introspezione e su tutte vorrei ancora ricordare linfinita bellezza e potenza della versione presentata di Youngstown, davvero incredibile lenergia che trasmette Bruce nel suo cantato ed il supporto di una insuperabile E Street. Una canzone pero e rimasta nel mio cuore più delle altre e si tratta di If I should fall behind, il momento emotivamente più alto di tutto il concerto, spiritualmente immensa perché cantata da Bruce, Patty, Clarence, Steve e Nils un verso ognuno per poi dividere tutti insieme il microfono sul finale in una virtuale unione corpo-spirito senza tempo. E la bellezza cristallina di questa canzone si riveste di nuova luce e si riempie di vita, aggiungendo valore al fatto che il testo sia una metafora della morte e il fatto che sia cantata insieme sta a significare che i sentimenti, lamicizia (quella vera ), lamore ed il volersi bene riescono a vincerla, sottolineando il concetto che tutti insieme ci aspetteremo, " se dovessimo perderci tra le ombre degli alberi la sera io ti aspetterò, e se dovessi restare indietro, aspettami tu .." a voler suggellare che comunque vada saremo sempre insieme. E ancora bella e la canzone con cui ci lascia, " Land of hope e dreams", la Terra di speranza e sogni ha forse preso il posto alla Terra Promessa e oggi ancor di più cè un gran bisogno per ognuno di noi di sperare in un mondo migliore. Unaltra cosa che mi ha colpito positivamente e stato vedere laffiatamento e la gioia di tutti gli E Streeters e di Bruce sul palco; un continuo cercarsi con lo sguardo e fisicamente, una felicita palpabile, mai scontati ma allegri come se fosse stata la prima volta che suonavano insieme ed anche questo assume un significato rilevante, e la memoria che corre indietro di 20/25 anni quando insieme iniziarono a suonare i primi accordi e oggi sono ancora li, a dare il meglio di loro stessi. Milano: i due concerti sono stati caldissimi e memorabili, su tutto e tutti Jungleland e solo questa canzone basterebbe il prezzo del biglietto ma Bruce ha un grande cuore e la seconda sera ci regala diverse chicche, prime mondiali come Atlantic City, Cadilla Ranch, Sherry Darling, I wanna be with you, This hard Land e le altre che tutti sapete. Grandi shows, grande pubblico, Bruce selvaggio ed ispirato, sembra davvero che con Milano abbia un rapporto particolare chissà forse conserva nel suo cuore il ricordo di San Siro 1985 il suo primo concerto italiano. Che dire ancora: Bruce continua a darci indimenticabili emozioni ed a farci provare brividi senza confini, Bruce a differenza di altri artisti del circuito (per esempio, a mio avviso i Rolling Stones ) non e diventato la parodia di stesso, non si e svenduto ma continua a raccontarci con sincerità e ammirevole rispetto che e ancora possibile, seppur difficile, credere nel rnr e nel proprio sogno, che la musica intesa come arte supera ogni barriera e può solo unire tutti quanti in un solo canto contro ogni violenza, discriminazione, ingiustizia. Nessuna diavoleria, zero effetti speciali, niente fumo, fuochi dartificio, pupazzi gonfiabili sul palco, solo un buon impianto luci e due normali schermi video ai lati, sui quali trovare gocce di sudore imperlate sulla sua fronte, scorgere la smorfia sul grido urlato più forte, solo questo niente altro. Ma al centro del palco cera Bruce, cè Bruce, solo la sua presenza, la sua immensa, voce, la sua umanità e la sua arte, tutto ciò basta a farci capire che e rimasto solo lui a fare tutto ciò nel modo in cui abbiamo visto, la E Street poi e una splendida Band alla quale tutto e permesso, tutto e concesso. Su tutti Max: il vero motore, lanima del sound, grande, potente, immenso il suo suonare la batteria e trascinare tutti quanti, Band e pubblico con lui. Ecco che le luci si accendono, sul finale di Land of hope and dreams Bruce saluta e ringrazia dandoci appuntamento a presto ( si vocifera 12 giugno al Meazza ) il concerto e finito. Mi sento sfibrato, stanco, le orecchie fischiano, sono sudato ma felice, sento il cuore che batte, sento che sono vivo, vivo, sento brividi sul mio corpo avrei voglia di piangere ma non ci riesco, troppo teso troppo emozionato. Esco dal Filaforum e le luci della notte mi fanno compagnia, sono tra un mare di gente ma e come se fossi solo, sono solo, lontano mille miglia, mi sembra di aver sognato tutto ma sono felicemente consapevole che ho vissuto questo sogno. Cammino verso la macchina e mi sembra di volare, mi sento un metro da terra, gli amici mi chiedono: "allora che dici??, come ti e sembrato??, quale canzone ti e piaciuta di più ??? ", ma non rispondo, non sento. Sono un uccello nero forse quello di My beautiful reward, sto volando alto sopra tutto e tutti, laggiù sopra il bordo del fiume posso vedere le nere piume delle mie ali che si aprono e mi libro in cerca della mia splendida ricompensa, in cerca della mia splendida ricompensa. Grazie Bruce per farci continuare a sognare, per tenerci ancora vivi. Giuliano Giusti. |