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Il ragioniere più sfortunato del mondo alle prese col rapimento della nipote, le lusinghe delle chat line erotiche, la presunta maternità della Silvani e l'effimera rivalsa di Tangentopoli.
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Ecco il momento della verità: la necessità di essere obiettivo che si scontra con l'incombenza dell'autorecensione. Sì, perché c'è anche la mia firma e la mia corresponsabilità nella sceneggiatura di questo redivivo Fantozzi. E' il nono della serie: un record assoluto nell'ambito dei sequel con lo stesso attore per protagonista. Come ce la siamo cavata con l'inevitabile stanchezza che deriva da una serialità così prolungata? Onestamente, direi piuttosto bene. Fatti i salti mortali per riportare in vita un personaggio che avevamo già consacrato al Paradiso, gli episodi che abbiamo escogitato per lui mi sembrano divertenti: specie quelli che lo vedono alle prese con una scatenata Silvani che si proclama incinta e con una patetica Pina che si prodiga per sottrarlo alle comiche trappole del telefono erotico. Peccato invece che non si sia riusciti a trovare il mordente giusto nell'episodio di Tangentopoli, che ci sembrava in teoria una buona occasione per ironizzare sulla voglia di gogna e i sogni di vendetta che hanno travolto l'Italia nel vedere potenti e corrotti sfilare alla sbarra. Invece l'episodietto è un po' deludente: segno forse che, con l'invecchiare di personaggio e interprete, è più facile trovare ancora spunti divertenti sul piano privato e personale che non su quello pubblico e del costume sociale.
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