Leggi prima Amore e amicizia
Amore contro amicizia
Dunque l'amicizia non ha nulla da spartire con l'Amore. Assodato questo, il passo successivo è sfatare un paio di radicate illusioni. La prima è che l'amore tra un uomo e una donna possa essere lo stadio successivo dell'amicizia raggiunta. La seconda è invece che dopo la fine di un amore, se questo è stato grande e sincero, allora non si può non rimanere amici.
Cominciamo dalla seconda. Come visto per amare non c'è bisogno di alcuna somiglianza: si può amare - e spesso succede - chi è diversissimo da noi o addirittura chi è il nostro opposto. La ragazza timida, ad es., si innamora spesso del giovane spregiudicato; il ragazzo serio si innamora della compagna di classe più chiassosa, l'uomo di rango si innamora della giovane ragazza del ceto infimo.

Prendiamo a modello quest'ultimo esempio. I due, per cultura, età, sensibilità, educazione sono totalmente differenti, e nulla hanno e possono mai avere in comune. Eppure l'uomo sta dietro alla ragazza perché l'ama; e solo perché l'ama sopporta le magre figure a cui va incontro nelle cene con gli amici. Non v'è dubbio che quell'uomo, se egli è in grado di sopportare tutto ciò, nutre un amore veramente grande. Ma quando un giorno l'amore finirà, nessuna amicizia potrà prenderne il posto e impedire il loro distacco più totale; manca infatti la materia prima per fabbricare un'amicizia: il senso di appartenenza. E nonostante l'amore sia stato grande e abbia lasciato dolcissimi ricordi, nonostante la ragazza abbia raggiunto un certo livello di bon ton, tra i due cesserà qualunque tipo di frequentazione.
Non vale la pena illudersi: il tocco dell'amore non rende oro ciò che prima era piombo, e due persone differenti restano tali anche quando sono state coinvolte dall'abbraccio di Venere. Il mito occidentale ha sempre ritenuto l'amore una forma di energia mistica che ci pervade, e che quando va via non può non lasciare in noi un residuo di vitalità; inoltre ci lascia un portafoglio di ricordi in grado di farci superare tutti i momenti bui del futuro, e in virtù di ciò dovrebbe indurci alla gratitudine eterna verso chi si è amato. Sarebbe logico fosse così, eppure spesso quando un amore finisce quasi ci si vergogna di aver amato quella persona. A volte addirittura, non accorgendosi di quanto si è patetici e comici, si arriva a dire "Ma come ho fatto ad amare un uomo così?".
Se qualche volta accade che un amore sembri donare, a coloro che ha appena abbandonato, un sentimento di amicizia per confortarli di questa sua partenza, ebbene le cose non hanno alcuna consequenzialità. Così come nessuna consequenzialità hanno (e veniamo a demolire quella che ho chiamato la prima illusione) quei casi in cui l'amicizia tra due persone sembra lasciare il posto all'amore. Non solo non c'è consequenzialità ma addirittura io sostengo fermamente che:

L'amicizia che si instaura tra due persone rende difficoltoso, e spesso impedisce, che tra loro scocchi l'amore.
Pensiamo, ad esempio, ad un uomo che entrato in confidenza con una donna, ne subisce poi il fascino. A questo punto corteggiarla sarà una strada in salita. La loro amicizia infatti gli ha già fatto raggiungere una soglia di confidenza che renderà impossibile comprendere e far comprendere i segnali del codice dell'amore. Una stretta di mano prolungata infatti ha perso ogni connotazione equivoca. Lui vuole sfiorare la sua guancia con un bacio? Gli è permesso. Le cingerà la vita: lei non ci farà caso. Ebbene per farle capire che è innamorato non gli basterà lasciare che nasca l'amore; bisogna spazzare di mezzo l'amicizia, senza remore. Bisognerà dire apertamente: "Ti amo!", forse addirittura: "Ti amo d'amore!". E magari neppure allora verrà creduto.