Ringrazio gli Alusa Fallax e i Capsicum Red per i titoli geniali dei loro LP.
E poi, mentre ho il modo e l'occasione, ringrazio anche:
L'agrimensore K che voleva cocciutamente restare "lì",
Robert Moog quando lavorava ai suoi oscillatori,
Franceschini che racconta i suoi primordi da falso ingegnere,
l'infinita sopportazione di Maria Pia Vianale alle umiliazioni,
le tavole di Jack Kirby,
quelle di Gerard Scarfe e quelle di Roger Dean,
l' "Aut Aut" di quel danese;
Ken Thompson ai Bell Labs,
le parole che Chretyen de Troys ha messo in bocca a Gorneman de Gorehaut,
la mia compagna di quinta classe - Silvana - che mi trascino' a ballare con lei,
la cantata di Demetrio Stratos,
Compare Alfio,
ogni visita solitaria di chi verrà al mio coperchio,
la schiavitù consensiente;
La Pantera del '89 (che di fatto era quella del BPP '68),
il PASOK (e Panagulis),
il PdUP,
Country Joe che canta I-feel-like-I'm-fixin'-to-die-Rag,
Country Joe che viene pestato da due marines nell'ascensore,
Lelio Basso,
i fratelli Shulman;
I carristi di Vecchietti & Valori (non tanto per il carrismo, ma per la coerenza),
il sogno dell'uomo enciclopedico di Stagira,
una certa mattina nella spiaggia di Vai,
una certa notte sulla spiaggia di Malindi,
il corpicino di Sylvia Kristel,
un fondo di Rossana Rossanda in occasione di un Primo Maggio di tanti anni fa,
quel che di erotico (eretico?) soleva scrivere Gaspara Stampa;
Quel che di chimica inorganica è esposto nelle Affinità elettive,
due sorsi di birra in una calda notte in una cert'altra spiaggia a Marina di Cottone,
Giuseppe Blanco,
quel che di eretico (erotico) aveva l'Eloisa medioevale,
il tournedos ai formaggi dell'Hotel Primavera,
una certa esasperata sensibilità (e solo quella) di Chateaubriand,
le rose nonostante le spine;
Quella che de' miei bollenti spiriti,
gli astratti furori del Gran Lombardo,
la pomata Temetex,
tutto quello che m'ha suggerito "Genealogia della Morale",
le Mecap,
i pomeriggi nella "sciara" di Via del Bosco,
lo sceneggiato TV Il segno del comando;
Nine feet underground,
Pietro Secchia,
Alta Loma 5 till 9,
il poter dire che ho giocato ala tornante nell'ADS,
il disprezzo che nutro verso la frase "...non ti prometto nulla...",
quel pomeriggio in Piazza San Marco sotto la pioggerella,
l'atmosfera e quel caffè preso ad un tavolino nel crepuscolo di Piazza della Signoria;
Le visioni di Hyeronimus Bosh,
Grazie.
ciò che ho imparato dell'arte rivoluzionaria da quel provocatore di André Breton,
il viaggio a Giza che un giorno (...) farò,
l'epidermide del Duca Valentino,
pane e rose (metaforicamente),
vino e fragole (realmente),
e il logo della Cramps.