Enzo Mazza (direttore generale F.I.M.I. - Federazione dell'industria musicale italiana) ha affrontato un tema piuttosto scottante, quello della musica in formato digitale, croce e delizia dell'intera industria discografica.
Per Mazza la discografia è un settore ad alto rischio, perché investe il 12/13% del proprio fatturato in ricerca e sviluppo di nuovi artisti da lanciare sul mercato. Nell'ultimo semestre il mercato ha perso il 5%, perdita che, secondo Mazza, potrebbe essere in parte imputata a Napster e allo scambio di file musicali gratuiti.
I programmi di file sharing, però non hanno avuto solo effetti negativi. "C'è stato uno svecchiamento dell'industria discografica, in parte naturale, e in parte dovuto ai vari Napster e MP3" dice Mazza. Oggi la discografia deve spostarsi verso il mondo digitale, perchè "si sono aperte opportunità inaudite". Secondo una ricerca di Jupiter MMXI, esiste una fascia di utenza disposta a pagare la musica online, ma "la vera svolta arriverà però con l'Umts". L'industria della discografia si trova davanti a una svolta, una vasta area che promette nuove forme di revenues.
In Italia si comincia a dare una risposta alla crescente domanda di musica su internet. "Ci sono oltre 200 progetti online di case discografiche - ricorda Mazza - che comprendono radio, concerti, brani da scaricare. E' stata inoltre creata una licenza per il simulcasting in più territori".
La musica online è ormai un dato di fatto, ma per la FIMI l'industria discografica continuerà "a svolgere un ruolo centrale e sarà l'unico soggetto che affronterà parte dei rischi, mettendo a disposizione del denaro per far conoscere i nuovi artisti" conclude Mazza.