Derrick De Kerkhove, allievo di Marshall McLuhan e direttore del McLuhan Institute di Toronto, ha affrontato il tema della transizione di internet. Ma verso cosa si dirige questa transizione? Molte sono le strade che si aprono: l’ubiquità “che consente un’espansione della comunicazione”, la sicurezza a tutti i livelli, la convergenza completa, un sensibile miglioramento dei motori di ricerca e un’intelligenza connessa.
Internet, secondo De Kerkhove, deve essere considerato come un servizio pubblico e i governi devono dare il proprio contributo, perché “è un buon investimento per la crescita dell’economia, ma anche per la crescita dell’intelligenza del paese”. Inoltre, un governo che avrà dato degli aiuti al internet, si sentirà legittimato, in tempi di difficoltà, a effettuare maggiori controlli, perché i cittadini infatti avranno maggiore fiducia.
Per la crescita dell’economia digitale “servono maggiori infrastrutture, distribuite anche su punti pubblici di accesso, occorre, inoltre, regolare la tariffazione”, per evitare il monopolio e proteggere i consumatori.
Ogni stato dovrebbe, infine, creare una Carta dei diritti dell’’informazione che aiuti a trovare “un equilibrio perfetto fra privacy e sicurezza, pubblico e privato, connessione e disconnessione, open source e standard”.