I dubbi di Clarence sui rilevamenti dell'utenza Internet
"I rilevamenti pubblicati da svariati quotidiani riguardanti il numero di utenti Internet che visitano i portali italiani sono assolutamente inaffidabili". E' quanto sostengono Gianluca Neri e Roberto Grassilli, creatori di Clarence, riprendendo una polemica lanciata due mesi fa contro One2One da Vittorio Zambardino (che di Kataweb è responsabile) e che La Repubblica non ha rilanciato nei giorni scorsi pubblicando i risultati assolutamente favorevoli al portale del Gruppo l'Espresso forniti da Nielsen//NetRatings.
"Il problema è proprio nel fatto che si consideri un panel limitato, metodo utilizzato sia da One2One che da Nielsen. - sostengono Neri e Grassilli - Pare incredibile che criteri di contestazione applicati ai dati forniti da un'agenzia non vengano citati nel momento in cui si decide di pubblicare dati favorevoli di provenienza diversa ma ricavati secondo lo stesso principio".
"E' proprio il fatto di utilizzare un panel che è concettualmente sbagliato e in grado di falsare i dati". Come? Continuano i responsabili di Clarence: "Tutti i portali hanno a disposizione un metodo inconfutabile per verificare fino all'ultima virgola il numero di visite effettive. Agenzie indipendenti come ABC si premurano di controllare che i risultati siano veritieri e, soprattutto, scremano il numero di pagine visitate generato da trucchi che parecchi portali, anche molto affermati, utilizzano per comunicare un numero di impressions più alto di quello effettivo."
Quali sono questi "trucchi"? "E' presto detto: l'ultilizzo di porzioni di pagina che si ricaricano automaticamente, il reindirizzamento dell'utente verso pagine che non ha richiesto sono cose in grado di falsare in modo impressionante il risultato finale. Purtroppo i metodi di rilevamento utilizzati da One2One, Nielsen e altre agenzie simili non sono in grado di intercettare questi escamotages".
Un esempio? "MSN.it, il portale di Microsoft, in realtà non può contare su un numero di pagine viste rilevante, e quindi che soluzione ha adottato? Nel momento in cui un utente italiano si scollega da Hotmail, il servizio di posta più visitato al mondo, viene automaticamente reindirizzato - senza che sia stato richiesto - sulla versione italiana di Msn.it. Il dato è falsato dal fatto che in questo modo MSN considera come sue sia le impressions generate dagli utenti italiani su Hotmail, sia quelle della pagina italiana del portale, su cui l'utente è stato trascinato a forza. Allo stesso modo si comporta, ad esempio, MediasetOnline".
"I dati provenienti da agenzie indipendenti come ABC e altre (che prendono in considerazione solo le pagine effettivamente richieste dall'utente) sono a disposizione di tutti e non sono soggetti a errori. Il Web non è la televisione - concludono Neri e Grassilli - per cui il panel, l'auditel, sono necessari: su Internet è possibile avere dati veritieri fino all'ultimo utente. E' una cosa che chiunque del mestiere non può far finta di non conoscere, ma che evidentemente non ha lo stesso impatto rispetto al comunicare dati errati quando sono strumentali al proprio business, e contestarli quando non lo sono".
"Ci si augura che i principali operatori italiani su Internet diano la propria disponibilità a sedersi attorno ad un tavolo di lavoro istituzionale per stabilire una convenzione comune per il rilevamento dell'utenza: operare nel Far West non è utile a nessuno".