La comunita' virtuale di Clarence si mobilita a difesa degli mp3
Lo scudetto Napster simbolo delle migliaia di e-mail di protesta contro la RIIA
Per il momento Napster è salvo, ma fino a quando? Tra gli appassionati di musica di Clarence, la prima comunità virtuale italiana, la parola d'ordine è: "giù le mani da Napster, la lotta non è ancora finita".
Il ricorso dei legali di Napster contro la sentenza del Tribunale di San Francisco, unito alla sollevazione popolare degli aficionados degli Mp3, ha fatto il miracolo: si potrà continuare a scaricare musica e canzoni gratuitamente dal web.
Clarence, in Italia, è la piazza virtuale in cui si è concentrata e smistata, via e-mail, la protesta contro la RIIA. Una protesta che adesso ha anche un simbolo: lo scudetto di Napster, scaricabile dalla home page di Clarence per siglare siti, posta elettronica e tutto quanto fa comunicazione sul web.
Sulla vicenda della paventata chiusura di Napster, la redazione di Clarence ha aperto un Forum di discussione, l'unico in Italia, che continua a raccogliere pareri, proposte, e analisi sulla battaglia tra il piccolo Napster e il colosso rappresentato dalle case discografiche.
I difensori di Napster ce l'hanno soprattutto con le major, colpevoli di lucrare eccessivamente sui prezzi dei CD, che in Italia hanno un prezzo medio di 42.000 lire. Ma ce n'è anche per quegli artisti e cantanti che accettano passivamente il "regime discografico" imposto dalle case di produzione: sul banco degli imputati finiscono artisti stranieri come Bon Jovi e Peter Gabriel, ma anche nostrani come Baglioni, Dalla, Celentano, Ramazzotti, Pelù, De Gregori, Bocelli.
Agli artisti italiani che contro gli Mp3 hanno lanciato la campagna "Se una canzone significa molto per te, immagina per noi", la comunità di Clarence risponde ironicamente così: "Se 42000 lire significano molto per te, immagina per noi".
Più amara la riflessione di uno dei partecipanti al Forum: "come fanno a non capire - scrive Paolo da Livorno - che Napster fa ascoltare e comprare più musica… Amplifica le informazioni sui gruppi e stimola la curiosità: molto spesso si scarica un Mp3 per "provare" un album e dopo averlo ascoltato si va in negozio a comprare il CD".
Da giovedi scorso, quando è esploso il caso-Napster, le pagine di Clarence dedicate alla vicenda sono state di gran lunga le più visitate dagli utenti. Unico sito che si è occupato attivamente di Napster, e soprattutto di dar voce ai suoi potenziali "orfani", Clarence proseguirà nei prossimi giorni la sua opera di sensibilizzazione con il lancio di nuove iniziative in rete.
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