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• Lunedì 24 Maggio 1999
Il giallo della «tabula» etrusca: manca la parte sulle pensioni
Inps-Files: archeologia o déja-vu?
CORTONA - Il più impenetrabile mistero degli Etruschi? Non l'alfabeto, ma la riforma del welfare. E' una delle prime verità emerse dall'esame dell'ormai celebre Tabula di Cortona, la più lunga iscrizione etrusca ritrovata in questo secolo, purtroppo mutila di una parte. Il testo in un primo tempo era stato scambiato come un contratto di matrimonio o un accordo tra famiglie, ma dalla presenza del tipico vocabolo etrusco «dpef» gli archeologi hanno subito dedotto che si trattava del Documento di programmazione economica stilato dal Consiglio dei Lucumoni per l'anno 475 a. C. «Quel che è più interessante - spiega uno degli studiosi - è che la parte mancante della Tabula non è stata distrutta dal tempo, ma stralciata volontariamente dagli stessi autori in tutta fretta, poco prima di rendere pubblica l'iscrizione». E doveva essere sicuramente il paragrafo sulla riforma delle pensioni di anzianità: infatti, priva di quel passaggio, la manovra economica etrusca diventa incomprensibile e inefficace per ridurre il colossale debito pubblico che nel V secolo a. C. già opprimeva Chiusi e Volterra e che fu la vera causa dell'estinzione della più enigmatica delle città italiche. Ma perché il Sommo Lucumone decise di cancellare il punto fondamentale del suo programma economico? Forse la risposta è contenuta in una misteriosa formula rituale, «koferatu-dantona-laritsa», ora al vaglio degli etruscologi. L'ipotesi più probabile è che si tratti della maledizione con cui gli Inferi colpivano chi tentava di violare il tabù delle pensioni.
di Lia Celi


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