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Sabato 19 Giugno 1999
Vogliamo sparare ai ladri ma anche picchiare gli stilisti
Milano: no al forcaiolismo a senso unico
MILANO. Per molti sarà una bella soddisfazione impallinare il ladruncolo che ruba l'argenteria. Ma per altrettanti cittadini farsi giustizia da sè significa poter dare un calcio nel sedere a Valentino o sbattere l'una contro l'altra le teste di Dolce e Gabbana. A far giungere questo appello al Ministero dell'Interno sarà il Cfp, Comitato Forcaioli Progressisti, nato per rappresentare tutti i milanesi che non amano essere rapinati sotto casa da un tossico, ma nemmeno in una boutique di Gucci da un commesso sorridente. I Forcaioli Progressisti dicono no all'abbandono del centro storico alle bande rivali di Krizia e Prada e considerano i prezzi dell'Emporio Armani una forma autorizzata di borseggio. « Non ne possiamo più - lamenta un ex negoziante di via della Spiga -. I tossici ci portano via l'incasso, ma almeno ci lasciano il negozio. A me gli stilisti mi hanno costretto a dargli la bottega e me l'hanno trasfomata in una boutique. Una volta mia moglie ha chiesto un prezzo e le è venuto l'infarto. Sono contro le armi da fuoco, ma in certi casi voglio almeno la licenza di sberla ». Altri lamentano l'eccessiva popolazione di modelle in zona Brera. « Poverette, loro devono lavorare - osserva una residente -. Così magre fanno anche pena. Il guaio è che dove ci sono loro arrivano branchi di porci coi macchinoni che vogliono abbordarle. E poi infastidiscono anche mia figlia che ha quindici anni e studia dalle Orsoline ». Anche molti pensionati e disoccupati hanno chiesto l'iscrizione al Cfp: « Gli stilisti prendono a schiaffi la miseria tutti i giorni. Sarebbe ora che la miseria gliene restituisse qualcuno».
di Lia Celi
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