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Martedì 31 Agosto 1999
Solidarietà a Di Pietro dagli eredi Robespierre
Viva la pappa col Termidoro
PARIGI - Anche lui aveva tentato di spazzare via i corrotti. Poi i corrotti ripresero il potere, e gli fecero saltare la testa. Memori della parabola del loro antenato, i discendenti di Maximilien Robespierre hanno inviato un affettuoso messaggio al personaggio italiano che, dopo duecento anni, rischia di percorrere le orme del grande giacobino: Antonio Di Pietro. «Siamo certi - si legge nella lettera - che il cittadino senatore saprà morire da uomo, con il santo nome della Rivoluzione sulle labbra. Ci dispiace solo che, a differenza del nostro avo, non potrà sostenere l'ultimo assalto dei termidoriani in una cornice prestigiosa come l'Hotel de Ville, ma in quella squallida villetta di Curno». L'Incorruttibile di Montenero tuttavia ha smentito qualsiasi analogia fra lui e Robespierre: «E' vero, ho collaborato col suo pool ai tempi dell'inchiesta su Luigi XVI, ma mi ha estromesso quando gli ho detto che probabilmente XVI non era il suo vero cognome».
di Lia Celi
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