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Giovedì 4 Novembre 1999
San Giuseppe: «Mi chiamo Yussuf e credo in Allah»
Templi supplementari: la moschea di Nazaret fa proseliti
NAZARET - Le preoccupazioni dei cristiani di Nazaret per la costruzione di una moschea proprio davanti alla basilica della Sacra Famiglia erano fondate. A due giorni dalla posa della prima pietra, si registra il primo clamoroso caso di apostasia. San Giuseppe, padre putativo di Gesù e sposo di Maria, ieri al posto della chierica inalberava una vistosa kefiah in puro stile palestinese, e, all'ora della preghiera musulmana, è uscito dalla chiesa e si è inginocchiato verso la Mecca. «Sono duemila anni che il Cristianesimo mi fa fare la figura del pirla - ha dichiarato, fra lo stupore dei pellegrini -. Ho dovuto mantenere per trent'anni un figlio non mio, non ho mai potuto dormire con mia moglie e per i fedeli lei conta molto più di me. Solo l'Islam può ridarmi un po' di dignità. In virtù della legge coranica che consente la poligamia, potrò contrarre un secondo matrimonio ed avere una vita normale». La Madonna finora ha reagito con un secco «no comment», e si confida solo con Hillary Clinton, una collega con una certa esperienza in fatto di mariti indisciplinati. Una vera catastrofe per la comunità cristiana, a pochi giorni dal Natale, dal Giubileo e dalla visita del Papa ai luoghi santi. Dalla basilica di Nazaret per ora sono in programma iniziative che si spera indispettiscano gli indesiderati dirimpettai: grigliate di salsicce e costolette sul sagrato, lettura ad alta voce dei «Versetti satanici» di Salman Rushdie, proiezioni no-stop del film «Brancaleone alle Crociate».
di Lia Celi
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