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• Sabato 13 Novembre 1999
Estradato in Italia il rene di Craxi
Più che una rogna, un rognone per i giudici di Milano
TUNISI - Un paio di pinze e un paio di manette: così è stato accolto, all'uscita dell'addome del paziente, il rene di Bettino Craxi, appena asportato dai suoi chirurghi di fiducia. L'organo è stato tradotto in un frigo e trasportato su un aereo diretto a Milano. Dietro questo colpo di scena, la richiesta dei giudici milanesi di poter interrogare il rene come «organo informato dei fatti» nel quadro dell'inchiesta All Iberian. Una volta uscito dal corpo dell'ex leader Psi, il rene non gode più dei privilegi e della protezione accordata al suo proprietario, e la legge tunisina ha consentito l'estradizione. L'organo non ha fatto resistenza, e c'è chi sospetta che si sia fatto asportare a bella posta, sacrificandosi per dare un contentino ai magistrati di Milano. Ma i più maligni insinuano che Gherardo Colombo e Ilda Boccassini, nell'impossibilità di avere tutto Craxi in una soluzione unica, abbiano stipulato un contratto con le autorità tunisine per riceverlo in comode rate mensili, e il rene sarebbe la prima. «Conosce Bettino da quando è nato - spiega uno degli inquirenti - e potrà dirci molte cose interessanti. Sappiamo che si occupava di eliminazione di tossine e tracce compromettenti, e di calcoli ne sapeva più lui che De Michelis». Il rene per ora non ha rilasciato dichiarazioni e ha affidato la propria difesa a un collegio di urologi.
di Lia Celi


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