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Giovedì 11 Gennaio 2001
Agrigento: anche i templi sono abusivi!
Magna-magna Grecia: in Sicilia lo scempio edilizio dura da millenni
AGRIGENTO - Un tempio panoramico con doppio colonnato ionico? Prego, si accomodi. Un megasantuario con pronao e scalinata monumentale? Faccia pure. E giù tonnellate di marmo pario, con la benedizione delle autorità, alla faccia dei vincoli paesaggistici e delle norme antisismiche. Tutto facile, nella Agrigento di 2400 anni fa: bastava presentarsi come la moglie di Zeus o il cugino di Artemide, e gli amministratori si inginocchiavano. Ecco com'è sorta la famigerata «Valle dei templi», la disordinata accozzaglia di frontoni e colonne smozzicate che deturpa ancor oggi il paesaggio agrigentino.
Le ruspe che incombono sulle villette abusive di Poggio Muscello dovranno fare giustizia anche di questi edifici nati dal malcostume e da un'acquiescenza millenaria. Già gli storici greci lamentavano la «marmificazione» delle più ridenti località del Mediterraneo ad opera degli dei, con la complicità di amministratori superstiziosi o senza scrupoli. Con la scusa che, in quanto entità spirituali, non avevano bisogno di acqua, luce e gas, i numi riuscivano ad accaparrarsi scorci incantevoli in oasi naturalistiche, ovviamente prive di infrastrutture. «Non gli basta la residenza ufficiale sull'Olimpo - scriveva Tucidide -, questi vogliono case dappertutto. L'ultima ninfa amante di Hermes pretende subito il tempietto al mare e l'altarino in campagna. E guai se non c'è un fregio di Fidia». Il santuario con vista sullo Ionio era un vero status symbol: Hera, l'esigente sposa di Zeus, si faceva costruire santuari irti di statue nei luoghi più suggestivi, e Apollo possedeva un tempio in ogni città, per non essere costretto a servirsi degli alberghi quando viaggiava. Ma fu soprattutto in Magna Grecia che la frenesia del tempio a tutti i costi ebbe il suo culmine, come testimoniano ancora gli orrori di Paestum e di Agrigento. Ora, grazie al nuovo impegno dello Stato nella difesa del territorio, si potrà finalmente fare piazza pulita di frontoni e capitelli, anche già si registrano le prime reazioni dei proprietari. Un prefetto che aveva dato il via libera alla demolizione di un tempio dedicato a Zeus è stato colpito da un fulmine in dicembre, mentre un vigile impegnato nello smantellamento di un colonnato abusivo non ha più fatto ritorno a casa. «Negli ultimi tempi aveva ricevuto minacce da un certo Poseidone - racconta la moglie, disperata - che lo avvertiva di smetterla se non voleva passare gli stessi guai di Ulisse. Mio cugino che ha fatto il liceo dice che non rivedrò mio marito almeno per dieci anni». di Lia Celi
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