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• Domenica 18 Febbraio 2001
Israele, trionfa Sharon Stone
Sconfitti Barak e la destra. Arafat: «Ora la pace è possibile»
GERUSALEMME - Conservatori e liberali, falchi ortodossi e filo-palestinesi, tutti uniti nel nome di Sharon. E' lei, Sharon Stone, l'affascinante protagonista di Basic Instinct, la trionfatrice delle elezioni più drammatiche nella storia del Medio Oriente. I risultati del voto non erano ancora definitivi, e già ieri sera migliaia di israeliani, ebrei ed arabi, si riversavano in strada per abbracciarsi e per ripetere davanti ai giornalisti accorsi da tutto il mondo il gesto-simbolo della vincitrice: togliersi le mutande e accavallare le gambe. Festa anche in Palestina, dove i fan di Sharon Stone hanno manifestato lanciando pietre. Recrudescenza dell'Intifada? No, soltanto un caloroso omaggio al cognome dell'attrice. «Un voto dettato dalla paura», sottolineano gli osservatori. Sì, la paura di finire in mano ancora una volta a irresponsabili guerrafondai o a ostaggi impotenti della destra oltranzista. Ora al governo ci sarà una signora alla quale nessun uomo sano di mente, che porti la kefiah o la kippa, potrà dire di no: il leader palestinese Arafat ha già espresso il desiderio di incontrarla a quattr'occhi, e i rabbini più ortodossi si sono offerti di invitarla a cena, purché non di sabato. Perfino gli irriducibili di Hamas le hanno proposto un vertice in un motel della Cisgiordania. Sorpresa e commossa, Sharon Stone ha accettato con gioia l'investitura ricevuta dal popolo israeliano. «Ero in cerca di un ruolo adatto a me - ha dichiarato al Jerusalem Post -, non la solita parte di bambola sexy. Sapevo che Israele cercava un premier, ma non avevo avuto il coraggio di presentarmi ai provini, credevo che volessero un tipo alla Golda Meir». Cocente la delusione del falco del Likud, Ariel Sharon, che si era candidato sperando di sfruttare a proprio vantaggio la parziale omonimia con la star hollywoodiana. Ma per fortuna gli elettori non ci sono cascati.
di Lia Celi


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