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• Venerdì 11 Maggio 2001
Nel '45 qualcuno scambiò le culle: l'Italia nata dalla Resistenza oggi fa la cuoca a Toronto!
L'esame del Dna conferma un atroce sospetto
ROMA - Qualche dubbio sulla sua vera identità aveva cominciato a serpeggiare fin dalle elezioni del 1948, quando la piccola si gettò entusiasticamente fra le braccia dei democristiani, a dispetto dei socialisti e dei comunisti che avevano fatto mille sacrifici per metterla al mondo. E col passare degli anni, diventava sempre più difficile riconoscere in un Paese brutto, gretto e arrivista la stupenda neonata apparsa a Milano in quel luminoso 25 aprile 1945, l'Italia nata dalla Resistenza. Solo oggi viene a galla un'allucinante verità: quell'Italia venne trafugata nella culla pochi giorni dopo la Liberazione, e sostituita da un paese neonato di origine oscura. La rivelazione si deve a un anziano ex partigiano che qualche mese fa, in punto di morte, decise di togliersi dalla coscienza un peso che lo opprimeva da quasi mezzo secolo, e raccontò ai magistrati l'incredibile scambio di Paesi. Un intrigo voluto dagli Stati Uniti, cui la piccola Italia figlia delle Brigate Garibaldi e di Giustizia e Libertà faceva paura, e realizzato facilmente nel clima confuso ed esaltato dell'immediato dopoguerra, quando le città pullulavano di bambini abbandonati. Approfittando di un momento di distrazione dei partigiani, alcuni rapitori prezzolati sottrassero l'Italia resistenziale dal suo lettino e la caricarono su un piroscafo in partenza per l'America del Nord, dove seguì la sorte di tanti orfani italiani destinati a placare la sete di paternità di ricche coppie yankee senza figli. Dalle indagini in corso, risulta che la piccina venne adottata da una famiglia di Chicago, ma dimostrò ben presto il temperamento indipendente e battagliero dei suoi genitori antifascisti e degli avi garibaldini. Rinnegata dalla famiglia adottiva per le sue simpatie di sinistra, manifestò da piccolissima contro l'esecuzione dei Rosenberg e le guerre in Corea e in Vietnam e, dopo un'esistenza avventurosa, ma sempre spesa dalla parte dei deboli e degli oppressi, si trasferì in Canada. Oggi alterna al modesto lavoro di cuoca in un ristorante di Toronto al generoso attivismo nelle file del «popolo di Seattle», che ha accolto con simpatia quella indomabile cinquantaseienne dalla curiosa forma a stivale, sempre vestita di bianco, rosso e verde. Inevitabile chiedersi che ne sarebbe stato di lei se fosse cresciuta nel suo ambiente, e come saremmo noi italiani, se potessimo chiamare patria quell'Italia nobile e idealista invece che questo meschino paesucolo. Informata della sua vera identità, l'Italia nata dalla Resistenza ha ammesso, pur con la morte nel cuore, di sentirsi ormai troppo in là con gli anni per accollarsi cinquantasei milioni di figli non suoi, la metà dei quali di destra.
di Lia Celi


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