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• Giovedì 14 Giugno 2001
COME IN NEPAL! Strage nella famiglia reale Ds, sotto accusa il principe D'Alemandhra
Katmandù, e la Quercia non c'è più!
Sanguinoso tramonto per la dinastia più malandata dell'Estremo Oriente. Asserragliato nella cittadella rossa, il folle ex monarca giustifica le sue mani lorde di sangue: «E' quello che intendo io per dibattito precongressuale». Poi tenta di suicidarsi uscendo con Livia Turco. In catene il cuoco di corte, l'avvelenatore malese Gianfrang Vissandhi. Tragico il bilancio: gli aggrediti stanno tutti benissimo. Ecco i nomi più illustri coinvolti nell'agghiacciante vicenda.
PHOLEENA. Sul giovane ciambellano, considerato uno dei maggiori responsabili della clamorosa disfatta Ds contro il sultanato del Berlustan, si è accanito il furore di D'Alemandhra, dal quale Pholeena si è salvato grazie a una sua particolare qualità: nei momenti più drammatici diventa assolutamente incolore. Ha sempre negato di voler traghettare il regno verso l'induismo, ma sta di fatto che dopo il 13 maggio i diessini in Parlamento sono rimasti indù o tre. Legnoso e sempre accigliato, di lui si dice che il dio Shiva l'abbia privato della facoltà di sorridere, ma lo stesso Shiva nega: «No, è che proprio non capisce una barzelletta nemmeno a fargli un disegno».
GAVINDRA ANJUSH. Un enigma per gli archeologi: si tratta di un autentico rudere della civiltà nuragica che, per misteriosi motivi, da secoli risulta perfettamente integrato in una remota landa dell'Asia diessina. Un fenomeno che alcuni attribuiscono a un intervento extraterrestre, altri alla deriva dei continenti, altri a una sfiga pazzesca. Considerato intoccabile, ma anche inascoltabile, insopportabile e soprattutto inutile, Anjush non ha mai aspirato al trono Ds (ha il carisma di un asse da bucato), ma è noto per accendere la riscossa dei diessini con galvanizzanti grida di guerra. La più recente, indirizzata al Berlustan vittorioso: «Staremo a vedere».
MAHATMA FASSINO. Monaco guerriero taciturno e ascetico, per mettere sù qualche chilo spera nella prossima reincarcazione. Sarebbe uno dei pretendenti più accreditati alla successione, anche se la sua altezza spropositata (ha il capo incappucciato di nevi perenni) ha fatto sospettare che in realtà si tratti di due acrobati birmani uno sulle spalle dell'altro. Ma l'unica preoccupazione del Mahatma Fassino è di mantenere nei Ds un clima unitario. Con pieno successo: ora fra i Ds si respira la stessa aria di catastrofe che tirava all'Unità. D'Alemandhra, accusato dal Mahatma di essere troppo devoto a Brahma di Potere, voleva tagliargli la gola, ma si è arreso quando si è reso conto che per arrivarci occorreva una scala a pioli.
FABIOMUSHI. Prima di finirlo, D'Alemandhra ha incrudelito su di lui strappandogli la presidenza del gruppo Ds alla Camera. Poco male, visto che dopo le ultime elezioni c'è poco da presiedere. Ma è stato l'estremo affronto per questo combattivo oriundo giapponese, formatosi nella guardia d'onore dello sfortunato imperatore Oketo. Negli ultimi tempi si era impegnato a demolire il mito di D'Alemandhra, sostenendo che i suoi baffi non sono un pegno d'amore della dea Kalì, che il suo leggendario talismano politico (un dente cariato di Niccolò Machiavelli) è robaccia da autogrill, e che i suoi elettori di Gallipoli non sono miracolosamente guariti da tutte le malattie.
VELTRON RAJAH. E' il nemico storico di D'Alemandhra, che si sarebbe sfogato sugli altri membri della famiglia Ds proprio per non essere riuscito a farlo fuori: solo la recente incoronazione a Rajah di Romaputhra ha sottratto Veltron alla furia omicida del suo livido rivale. Di aspetto molle, sorridente e pacioso, amante delle arti, si circonda di musici e giullari dai quali si fa ripetere per ore il suo poema epico preferito, l'«Annisessantiade». Il popolo lo ama, ma non gli perdona una fallimentare iniziativa: aver riproposto la raccolta di figurine Panini del Mahabharata. Per collezionarle tutte (sono 12.098.563.909, l'album pesa da solo mezzo quintale), migliaia di militanti sono finiti sul lastrico.
di Lia Celi


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