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Giovedì 2 Agosto 2001
Paradiso islamico, vergini in rivolta
Hard-corano: i kamikaze della Jihad andranno in bianco?
LA MECCA - Tanta fatica. Poche soddisfazioni. E le Urì, le voluttuose fanciulle che attendono nell'aldilà i combattenti islamici sacrificatisi in nome di Allah dicono basta. «Non si può più andare avanti così - si sfoga Layla -. Finché ne arrivavano solo un paio al mese ancora potevamo farcela. Ma oggi, fra guerriglieri di Hamas e kamikaze di Bin Laden, tutti i giorni qui c'è una fila lunga così. E, se Bush e i Talebani fanno sul serio, le cose potrebbero anche peggiorare».
Com'è noto, secondo la religione islamica ogni caduto della Jihad ha diritto a un harem ultraterreno di ben settantadue leggiadre vergini, oltre ad una comoda sistemazione ultraterrena in un giardino verdeggiante, rigato da limpidi ruscelli. Ma negli ultimi mesi la massiccia affluenza di defunti ha fatto saltare un equilibrio che reggeva dai tempi di Maometto: il paradiso islamico è stato invaso da una calca famelica e impaziente, che ha devastato prati e boschetti e ha trasformato i ruscelli in torbidi acquitrini. L'emergenza più drammatica è il caro-vergini: «Non ce ne sono a sufficienza per tutti - lamenta l'Imam alla reception -. Ogni guerriero reclama la sua fornitura di Urì monouso, e ormai i nostri magazzini languono. Abbiamo provato a calmarli, proponendo loro altri passatempi, come il calcetto o gli scacchi, ma quando uno si è appena fatto esplodere su un'autobomba è difficile farlo ragionare». I teologi islamici stanno studiando con Allah un piano di razionamento per ovviare alla penuria di vergini: al defunto si potrebbe offrire la scelta fra un mini-pacchetto di dieci Urì di provata illibatezza, o un harem di ottantina di ragazze selezionate con la formula «usato sicuro». Ma bisognerà fare i conti con gli umori delle giovinette, alle quali il ruolo di «riposo del guerriero» comincia ad andare stretto. Le fanciulle hanno formato un sindacato e sono scese in agitazione per reclamare migliori condizioni di lavoro: possibilità di scegliere il partner, riposo settimanale, consultori gratuiti. «Saranno pure martiri della fede, ma non si possono definire esattamente gentiluomini - brontola la giovane Fatima -. Arrivano qui conciati da schifo, e non facciamo in tempo a riaggiustarli un po' che vogliono già saltarci addosso. Personalmente, dubito che l'unico scopo della mia esistenza sia farmi deflorare da un assassino suicida. Se Allah vuole premiare i suoi seguaci con orge a gogo, li spedisca in viaggio-premio in Thailandia». Fatima e le sue compagne accarezzano l'idea di trasferirsi in massa nel Paradiso cristiano, dove una vergine è sempre accolta a braccia aperte da stormi di biondi angioloni asessuati ma simpatici. di Lia Celi
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