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Lunedì 26 Novembre 2001
Il testamento di Bin Laden: "Il mio erede è Carlo Taormina"
Il reo è morto, viva il reo: successione a sorpresa al vertice di Al Qaeda
KANDAHAR - Bush aveva ragione: il peggio deve ancora venire. La conferma al sinistro avvertimento venuto dalla Casa Bianca è nell'ultimo filmato pervenuto dal nascondiglio di Osama Bin Laden, un video al quale lo sceicco del terrore, ormai accerchiato dagli uomini della Delta Force, consegna le sue ultime volontà. Dopo i prevedibili inviti ai "veri musulmani" perché continuino la guerra santa contro gli Usa e la promessa di non cadere vivo nelle mani dei suoi nemici, Bin Laden passa il testimone a colui che definisce "l'unico uomo in grado di abbattere dalle fondamenta i pilastri della democrazia occidentale": il sottosegretario alla Giustizia del governo italiano, l'avvocato Carlo Taormina.
Un duro colpo per il figlio primogenito di Osama, Otelma Bin Laden, che già si preparava a succedergli nella leadership di Al Qaeda, ma sembra che il diseredato abbia accettato la decisione paterna in nome del supremo interesse della Jihad. «E' stata una mossa dell'ultimo momento - ha confidato a un reporter di Al Jazeera -. Fino a ieri mio padre non aveva mai sentito parlare di Taormina. Poi nel suo rifugio gli è capitato per le mani un giornale italiano che riportava le ultime dichiarazioni di questo tizio, che parla dei magistrati anti-corruzione come escrescenze da estirpare, e papà ha esclamato: "toh, ecco uno più stronzo di me"». Vederlo e nominarlo prossimo capo di Al Qaeda, col nome di battaglia di Imam Al' Far Abuth, è stato tutt'uno, e non è tardata la benedizione del mullah Omar: «Carlo Taormina un infedele, d'accordo, ma ha la stoffa del fondamentalista islamico: per lui concetti come legalità, separazione dei poteri, rispetto delle istituzioni sono puro arabo, e poi le spara talmente grosse che al confronto Osama sembra un premier scandinavo. Una cosa è certa: se Taormina ancora non ha fatto schiantare un aereo di linea sulla Procura di Milano è solo perché nessuno dei giovani smidollati del suo studio legale ha accettato la missione suicida». La notizia della proclamazione di Taormina a nuovo "principe del terrore" ha colto di sorpresa gli osservatori occidentali: «Non ce l'aspettavamo - ha dichiarato il sottosegretario alla Difesa Donald Rumsfeld -, eravamo convinti che Bin Laden avrebbe scelto Cesare Previti». di Lia Celi
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