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Sabato 15 Dicembre 2001
Parte Berlusthon, maratona benefica per la lotta contro i giudici
Perché tuo figlio possa delinquere sereno
ROMA - In sei mesi il cancro della legalità in Italia potrebbe essere debellato per sempre. Ma per realizzare questo sogno c'è bisogno dell'aiuto di tutti. Anche del tuo. Ecco perché, in occasione delle feste natalizie, quando parole come solidarietà, compassione, correità acquistano un significato più profondo, il Presidente del Consiglio lancerà Berlusthon, la grande iniziativa grazie alla quale ogni cittadino potrà dare il suo piccolo, ma importante contributo per sostenere l'impegno della Casa delle Libertà contro la piaga della giustizia, e mandare definitivamente in soffitta il codice penale. Domenica prossima in tutte le principali piazze d'Italia si potranno acquistare i «Pomodori per l'amnistia», un gesto doppiamente benefico: non solo i proventi andranno a sostenere le ricerche degli scienziati polisti per la completa riabilitazione di chi è affetto da processi per corruzione e concussione in fase terminale, ma i pomodori stessi favoriranno l'iniziativa spontanea del singolo, che potrà lanciarli contro i magistrati esprimendo tangibilmente il proprio «no» al morbo che essi diffondono.
Nei giorni successivi Berlusthon invaderà il piccolo schermo: in tutte le trasmissioni, a promuovere la raccolta di fondi saranno autorevoli testimonial della lotta contro la magistratura: da Cesare Previti, l'eroico ex ministro che porta ancora avanti la sua dolorosa battaglia contro una sindrome degenerativa della fedina penale, a Carlo Taormina, il luminare che ha messo a punto un apparecchio in grado di arrestare in fase precoce il giudice maligno: un bel paio di manette. Ma anche Silvio Berlusconi non mancherà di portare la sua personale, sofferta testimonianza: «Anch'io sono stato colpito dalle toghe, ma non mi sono mai arreso - è il suo accorato messaggio -. E' per aiutare quelli come me che sono entrato in politica. Allo stadio attuale delle ricerche, sappiamo che il giudice è un agglomerato di cellule che, per motivi incomprensibili, a un certo punto impazzisce e si mette in testa che chi viola la legge va punito, anche se si tratta di un miliardario. Ma se opportunamente curato e tenuto sotto controllo dal potere politico, il giudice diventa innocuo. Anzi, addirittura utile». di Lia Celi
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