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Sei qui: Clarence » Satira » Penne Scatenate » Senza Vergogna » Gay, una legge disumana e iniqua (?)
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Mercoledì 27 Aprile 2005
Gay, una legge disumana e iniqua (?)
Gli omosessuali possono sposarsi in Spagna, tuoni e fulmini dal Vaticano. Il cardinale Alfonso Lopez Trujillo, Presidente del Pontificio consiglio per la famiglia, ci illumina su "la vera antropologia".
Eminenza, in Spagna la Camera ha appena approvato la legge che autorizza i matrimoni gay. Qual è il suo giudizio?
«Che io sappia, dal nostro osservatorio, ci sono solo tre nazioni che hanno votato questo tipo di legge disumana e iniqua: il Belgio, l’Olanda e adesso la Spagna. Ora, mi faccia capire: tutti gli uomini di tutte le culture e fedi in tutti i tempi che hanno pensato la famiglia come l’unione di un uomo e di una donna si erano forse sbagliati?»

Cosa farà la Chiesa?
«Giovanni Paolo II protestò per amore dell’uomo, della famiglia, dei figli, e anche il Papa attuale, Benedetto XVI, ha parlato con grande chiarezza di quanto fosse distruttiva questa legge che apre la via alla disumanizzazione. La Chiesa è unita in questa verità che non si può cambiare e che i giuristi invece vorrebbero modificare senza una ragione profonda. Ma una legge di grandissima iniquità come questa non obbliga, non può obbligare».

In che senso, eminenza?
«Non è che una legge abbia ragione per il solo fatto di essere una legge e non perché sia buona o faccia del bene, sarebbe una forma di positivismo giuridico che non ha senso. Non si possono imporre cose inique ai popoli. Anzi: proprio perché sono inique, la Chiesa chiama con urgenza alla libertà di coscienza e al dovere di opporsi».

E in questo caso per chi varrebbe, per i consiglieri comunali che dovessero celebrare le nozze?
«Parlo di tutte le professioni che in qualche modo possono avere a che fare con la sua applicazione: la stessa obiezione di coscienza che si richiede a medici e infermieri contro un crimine come l’aborto. Non è facoltativo: tutti i cristiani, come dice la Evangelium Vitae, devono essere pronti anche a pagare il prezzo più alto, fosse anche la perdita del lavoro. E poi non c’è solo il problema delle nozze...».

La legge autorizza di fatto anche le adozioni, no?
«In un crescendo di assurdità, si arriva alla parte più insensata e negativa di tutte. Ricordo che nell’89 le Nazioni Unite hanno riunito un congresso importantissimo sull’infanzia nel quale si è detto: il principio fondamentale è che l’adozione faccia bene ai bambini e non a quelli che li adottano. Il bambino non è un giocattolo, una cosa che deve dare piacere ai vecchi o alle famiglie. Al contrario, sono le famiglie a dover aprire con amore un futuro per il bene di questi bambini».

E qual è il rischio più grave, secondo lei?
«Dicono: i bambini che crescono nelle famiglie omosessuali sono felici! Ma chi può dirlo? Oggi sono bimbi, ma fra cinque o dieci anni saranno adolescenti e cosa diranno ai coetanei quando chiederanno loro dei genitori? Come si sentiranno dal punto di vista psicologico? Di più: i bambini tendono a imitare i genitori, il padre e la madre diventano un modello di complementarità, di ricchezza. Anche gli psicologi hanno sempre detto che uomo e donna si completano. Come faranno invece i ragazzini cresciuti da due donne o due uomini? Magari riprodurranno quel modello falso e non per scelta, ma perché è l’unico che conoscono».

Come vede la situazione in Italia?
«Grazie a Dio l’Italia ha la testa alta e ancora sostiene la vera antropologia e il rispetto di ogni uomo. Anche il caso Usa è interessante, un grande impero che mostra come i valori morali siano fondamentali. Quanto alla Spagna, è chiamata a una riflessione profonda, del resto non c’è cosa al mondo più flessibile e accidentale della politica...»

Cardinale Alfonso Lopez Trujillo, Presidente del Pontificio consiglio per la famiglia, da un'intervista sul Corriere della Sera, 22 aprile 2005

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