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Martedì 6 Luglio 2004
Casa dolce casa
Quanto costa in Italia il mattone? E, soprattutto, perché?
Secondo la Gabetti - leader del settore dell'intermediazione immobiliare - i prezzi di vendita delle abitazioni sono cresciuti del 2,8% nel 1999, dell'8% nel 2000, del 6% nel 2001, del 7,4% nel 2002, del 6,5% nel 2003 e del 3,6% nel primo semestre del 2004 (con aumenti del 5,2% a Roma, 10,5% a Bari). Secondo Nomisma l'aumento nel primo semestre del 2004 sarebbe stato addirittura del 5%.Nel periodo primo semestre 2000 - primo semestre del 2004, i prezzi degli immobili sono aumentati in media del 52,5% a Genova, del 64,7% a Milano, del 37,9% a Torino, del 26,3% a Bologna, del 72,1% a Firenze, del 55,9% a Roma, del 64,6% a Napoli, del 58,7% a Bari, del 54,4% a Palermo e del 21,8% a Cagliari. I motivi: basso costo del denaro, il rientro dei capitali a causa dello scudo fiscale di Tremonti, l'incertezza dei mercati finanziari (aggravata dalle vicende Cirio e Parmalat). Come detto, nel 2003 il prezzo medio degli immobili residenziali è cresciuto del 6,5% mentre, secondo la Banca d'Italia nello stesso periodo i fondi comuni sono cresciuti del 3,6%, i Bot del 2,7% e i Cct del 2,4% (le obbligazioni estere hanno addirittura perso il 21,1%). Nel biennio 2002-2003 - sempre secondo Nomisma - le abitazioni hanno garantito un rendimento del 34% (i negozi del 35,4%) mentre i titoli di Stato a medio e lungo termine hanno raggiunto il 9,1%, i Bot a tre mesi il 5,3% e le azioni hanno perso il 24,1%. In un anno si vendono in Italia 900.000 appartamenti: quasi 103 al minuto (conteggiando anche i festivi e le notti). Secondo la Banca d'Italia a fine 2003 era investito negli immobili il 65% della ricchezza nazionale (5.300 miliardi di euro). Molto alti anche i canoni di locazione quindi non stupisce che oggi il 23% degli italiani abbia un mutuo (5 anni fa erano il 15-18%). (fonte: Stefano Livadiotti, Mattone mon amour, in L'espresso, n. 27, 8 luglio 2004) [SoloNumeri] |
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