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Martedì 12 Ottobre 2004
Essere gay... La parola a voi!
Il primo a partecipare è Matteo. Via via che arriveranno altri interventi, li pubblicheremo qui, in coda al suo, in rigoroso ordine di arrivo
Caso Buttiglione, Tremaglia: i culattoni sono maggioranza
"Purtroppo Buttiglione ha perso. Povera Europa: i 'culattoni' sono in maggioranza". Ha commentato così il ministro per gli Italiani nel mondo Mirko Tremaglia il voto con cui la commissione dell'europarlamento ha dato ieri parere negativo alla nomina di Rocco Buttiglione a commissario europeo.

Parliamo di questo e non del Gelataio di Corfù che, con tutto il rispetto, conta come il 2 di picche...
Ma come fà un cotale personaggio pubblico ad esprimersi in questi termini?

Matteo Fumagalli, Milano



AL SIG. Giulio Maria Corbelli
Io vorrei solamente dire un mio pensiero relativo al suo pezzo "Essere gay. Parliamone ...", che ho visitato poco fa su Clarence.

Semplicemente non trovo giuste moltissime cosa che lei a scritto nel suddetto pezzo: a cominciare dal "MOTIVO DEL GESTO" ... VERGOGNA la chiama lei??

Perché una persona dovrebbe provare vergogna se sta vivendo una vita che lo soddisfa?? Essere omosessuali, come del resto essere eterosessuali, è una scelta di vita che ogni individuo compie giunto a un momento della propria vita ... bisogna vergognarsene??

Assolutamente no ... ma a volte bisogna avere l'umiltà di accettare che alcune persone possano condividere o meno la propria scelta.

Già UMILTA' ... non è la società o la mentalità della società a spingere le persone a vergognarsi o meno di una scelta in qualunque ambito questa venga presa, ma la propria poca autostima e soprattutto il mancato sentimento di soddisfazione!!!!

C'è chi è omosessuale (e ovviamente anche eterosessuale) ed è fiero di esserlo e vive la sua vita secondo dei canoni che LUI/LEI ha deciso e semplicemente vive la vita così come la vuole: FELICE ... e poi c'è chi non sa chi è ... e vive nella VERGOGNA semplicemente perché non è appagato/a dalla vita che sta vivendo!!!

Il problema è questo signor mio ... "una persona che ne ama un'altra dello stesso sesso debba sentirsi esclusa, emarginata, criticabile, debole" .... tutti siamo criticabili, tutti siamo emarginati e deboli ... non solo per i nostri gusti sessuali ... !!!!

Dovremmo forse accusare la società perché una ragazza convince il proprio ragazzo e uccidere la sua famiglia a coltellate solo perché si sentiva esclusa, emarginata, criticabile e debole??

O più obiettivamente ci rendiamo conto che forse c’è dell’altro??? Insoddisfazione prima di tutto!
Forse non ci rendiamo conto che a volte non sono le persone come "il gelataio di Corfù" a spingere molte persone a non essere contenti della propria vita, ma le persone stesse!!!

A volte sembra si debba trovare a tutti i costi un capro espiatorio ... mettiamocelo in testa: se non ci sentiamo accettati bisogna solo guardarsi dentro e capire il perché!!!!!

Sono stata al gay pride a New York un paio di anni fa ... omosessuali e eterosessuali che si accettavano per quello che erano, insieme!!!

Perché cercare l'accondiscendenza di persone ignoranti che tanto non ci accetteranno mai, se per primi possiamo cominciare con l'accettare noi stessi????

Forse l’unico vero problema è questo accettare noi stessi!!! NON GLI ALTRI!!!
Sappia che il primo che attacca è quello che ha più paura di essere scoperto … “la prima gallina che canta è quella che ha fatto l’uovo”!!!!!!!

Valentina B.


Non gioisco né mi rammarico per il voto sul sig. Buttiglione né le tante battute/battutacce dei vari ministri penso colpiscano chi ha un minimo di sale in zucca, ma perché si continua a scrivere che l'omosessualità (o l'eterosessualità) è una scelta di vita?
Mi piacerebbe sapere quanti hanno scelto di essere omosessuali o eterosessuali (e quando? con la maturità? a 15 anni?) come direbbe Totò... ma mi faccia il piacere!
Sono convinto che si è come si è e basta, se si opera una scelta è solo per cercare di cambiare ed è ahimé una scelta difficile.
Mi piacerebbe sentire qualche opinione.
Ciao, grazie

Carlo


Ho letto tutti gli interventi e francamente mi pare che i due che hanno
iniziato la discussione (Gelataio e Corbelli) siano i più 'deboli' (per varie ragioni: satira forse un po' eccessiva nei toni l'uno, accanimento difensivo l'altro).

Tagliamo la testa al toro: essere gay è una scelta o una necessità (intesa come necessità biologica, non mi piacciono le donne/i maschi ma i maschi/le femmine)? La Società accetta o no le prese di posizione dei gay (non le chiamiamo scelte)?

Mi sembrano quesiti stupidi: ognuno è libero di fare ciò che ritiene più giusto fintanto che non lede diritti altrui; gli altri hanno il diritto di osservare e eventualmente non condividere. Se tutto questo rimane nell'alveo della civiltà (il diritto di critica e di non condivisione è di tutti, omo e eterosessuali, bianchi e neri, alti e bassi...) DEVE ESSERE considerato un comportamento normale e come tale non 'censurabile'; se sfocia in eccessi che ledono anche il minimo diritto altrui non va più bene, ma esistono le leggi fatte appositamente (magari migliorabili...).

Un esempio? Tremaglia dice che i culattoni in Europa sono la maggioranza. Diritto di parola o offesa ad una comunità intera? Chi si sente offeso può querelarlo, ma lui potrà querelare chi lo chiama fascista. In sostanza: mai sentito parlare della tolleranza?

Matte

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