Web Immagini Video Musica
 
 
| |
 
   
Categorie
Clarence consiglia
Lunedì 11 Ottobre 2004
Indymedia non tace
Riceviamo e publichiamo il comunicato del 09.10.2004 sulla sottrazione dei due server di indymedia del 07 ottobre

Giovedì 7 ottobre 2004, l'FBI, su ordine federale, ha richiesto a Rackspace (un provider statunitense) di consegnare loro l'hardware dei due server (ahimsa1 e ahimsa2) che ospitano indymedia italia, decine di altri nodi del network e molti progetti no-profit internazionali.

I due server si trovavano nella loro filiale londinese e Rackspace li ha consegnati immediatamente senza prima avvisare gli amministratori delle
macchine e senza rendere note le basi legali di questa consegna in territorio britannico.

E' un atto intimidatorio.
Un atto teso ad inviare un chiaro segnale a indymedia e a tutti coloro i quali immaginano una realtà altra impedendoci tra l'altro di ripristinare rapidamente i siti.

Come i mercati finanziari, oggi sono globalizzati anche il controllo, la repressione della libertà di informazione, la guerra preventiva senza frontiere. Anche l'ultimo frammento di libertà che rimane più intimamente legato a ognuno di noi: la possibilità di esprimere le proprie opinioni e conoscere quelle altrui non è più possibile né nel proprio paese, né a livello internazionale.

Gli accordi multilaterali per estendere la legislazione di emergenza a ogni aspetto della vita e del globo trovano in questo episodio una loro drammatica conferma, a dispetto di ogni definizione di diritti civili, delle stesse legislazioni nazionali e delle liberta' universali.

Indymedia non conosce ancora i motivi della sottrazione dei propri dati e questo non è un caso, perché non è necessaria alcuna giustificazione pubblica per negare la libertà di informazione e di espressione.

L'"episodio Indymedia" è solo l'ultimo in ordine di tempo di una escalation preoccupante di repressione che non riguarda soltanto il fantomatico mondo del digitale e della comunicazione, ma anche la contestazione di reati gravi come il 270 bis, ter e quater [sic!] (associazione sovversiva, che prevede pene decennali) solo per aver distribuito volantini in solidarietà ad una persona arrestata, rispolverando il quantomai attuale reato di propaganda sovversiva.

Pensiamo che questo attacco generalizzato alle libertà di ogni individuo necessiti di una risposta vasta. Se per noi fare informazione equivale a dare ad ognuno la possibilità di pubblicare il proprio punto di vista e le proprie esperienze sul sito di indymedia Italia, allora difendere la libertà di espressione significa agire, ognuno con modi, tempi e immaginazione propri, contro questo e tutti gli altri atti che la violentano quotidianamente cercando di rinchiuderla nei confini della logica di emergenza e unità internazionale.

Invitiamo tutti e tutte a esercitare pressione e attivarsi sia nella rete che nei territori. Oggi l'informazione è sovversione: uno mille centinaia di migliaia di sovversivi in ogni luogo.

Ricerca
Utilizza la ricerca qui sotto
per cercare nell'archivio di CLARENCE - Tam Tam.
 
Diffondi
È possibile diffondere i contenuti di questa rubrica utilizzando i seguenti collegamenti:

XML RSS 0.91

XML RSS 1.0