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Lunedì 23 Agosto 2004
Perchèpiango? E me lo domandi?
Dopo il guinzaglio elettronico per bambini ideato da Beghelli, un nuovo geniale prodotto lanciato sul mercato da Foppapedretti ci insegna che la realtà è capacissima di superare non soltanto la fantasia, ma anche la satira... Ecco cosa si legge su Promiseland, il network italiano dell'informazione etica
Alla Foppapedretti
e per conoscenza
all'associazione Figli dei Consumatori
Gentile Foppapedretti,
sono una neonata figlia di una sua cliente. Le scrivo a proposito del Vostro apparecchio "Perchépiango?" che i miei genitori hanno comprato dopo aver letto la Vostra pubblicità, per informarvi che il Vostro strumento è fortemente difettoso.

Voi affermate: «Perchépiango? è il primo analizzatore del pianto che ti dirà in pochi secondi cosa sta succedendo al tuo bambino: se ha fame, sonno, se vuole giocare, se sta male o se è nervoso. È un nuovo apparecchio elettronico capace di darti tranquillità. Perché accudire il tuo bambino correttamente, gli darà sicurezza in futuro, stimolerà il suo sviluppo e renderà il tuo essere genitore un'esperienza meravigliosa e meno ansiosa. Perchépiango? è un grande aiuto per i neogenitori».

Mi permetto di contraddirVi. Ci sarebbe stato un modo molto più semplice per consentire ai miei genitori di comprendere i miei bisogni: lasciare che seguissero il loro istinto senza saltar loro addosso gridando al vizio ogni volta che mi coccolavano. Sarebbe bastato lasciare che la mia mamma potesse toccarmi e stare con me dalla nascita, invece che separarci per ore portandomi avanti e indietro a orari fissi coi loro stupidi carrelli. Sarebbe sufficiente riconoscere una volta per tutte che noi esseri umani siamo una specie sociale, abbiamo bisogno gli uni degli altri e godiamo della reciproca compagnia e contatto, invece di farneticare di “regolarizzazione” e di “educazione all’autonomia”. Il senso di sicurezza di un individuo non si sviluppa perché suoi i genitori seguono come automi i suggerimenti di una macchinetta standardizzata, ma perché imparano a rispondere in modo sensibile e affettuoso al loro specialissimo e unico bambino. E vogliamo parlare poi del senso di sicurezza dei genitori? Seguire le istruzioni di un apparecchietto dovrebbe fornirgli più, o meno sicurezza nelle loro capacità? Dovrebbe dargli meno o più ansia? Non sarebbe meno ansiogeno per la mamma sapere di potersi rilassare insieme al suo bambino, perché quello che sente di fare nel 90% dei casi è la risposta giusta? Non sarebbe meno ansiogeno che fosse lasciata in pace senza tanti esperti che gli dicono dove e come sta sbagliando ogni volta che si lascia andare a qualche tenerezza?

Inoltre, vede, il punto è che, tralasciando il fatto che mi sento profondamente mortificata dal fatto che mia madre abbia ritenuto necessario acquistare un traduttore per capire i miei bisogni, non ho bisogno che i miei pianti vengano interpretati: fondamentalmente io non ho bisogno di essere capita al 100%. Ho solo bisogno, e dovrebbe essere ovvio, di stare con la mia mamma. Poi se lei è lì con me, e mi tiene fra le braccia quando piango o anche quando rido, e ha una tetta a portata di bocca per quando mi viene in mente di fare una ciucciatina, non c'è proprio bisogno di capire nient'altro.

Il vostro apparecchio ha prodotto una serie di comportamenti aberranti e indesiderabili nei miei genitori. Prima di tutto, essendo un decodificatore di pianto, mia madre non si schioda finché non mi metto a urlare, perché aspetta il pianto per sapere cosa voglio, senza notare che in genere io le segnalavo da un pezzo in altro modo il mio desiderio di stare con lei. Inoltre la taratura del vostro aggeggio è calibrata verso l'alto, così mi devo spolmonare se voglio che mi tiri fuori quel benedetto seno. Ma se urlo troppo (il che è comprensibile, dato il nervoso) invece di allattarmi mi porta dal medico, che mi prescrive delle stupide goccine. Non fanno che cambiarmi il pannolino e farmi fare inesistenti ruttini, inoltre non ho nemmeno tre settimane eppure stanno già parlando di lasciarmi alla baby-sitter, "tanto c'è il traduttore". Il solo fatto di dare retta al vostro stupido apparecchio li ha convinti di essere dei mentecatti incapaci di prendermi in braccio se non hanno il permesso dei vostri progettisti, i quali devono essere persone molto, molto disturbate.

Sa che le dico signor Foppapedretti, aspetti solo che comincio a gattonare e ad arrampicarmi, e poi il suo Perchépiango? farà un bel volo dal terzo piano.

sua giammai futura cliente
Pupa
Testo di Antonella Sagone

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