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Mercoledì 3 Novembre 2004
Cristoforo è innocente!
Lui voleva solo scoprire le Indie, non è colpa sua se in mezzo alla strada gli hanno messo l'America. Tutta piena d'indiani, vabbe', ma quello s'è rivelato un problema risolvibile. Anche nel resto del mondo c'è un sacco di problemi da risolvere. Come? Beh, si votava proprio su questo
Non prendetevela con lui. Lui, Cristoforo Colombo, voleva solo scoprire le Indie. Non sapeva che proprio in mezzo alla strada gli avessero messo l'America, non sapeva che ci fossero gli americani (beh, prima di metterceli bisognava ancora sbarazzarsi degli indigeni) e non immaginava nemmeno che ci fossero i texani. Sennò, avrebbe sterzato a novanta gradi, avrebbe scoperto Bahia invece di Guantanamo e adesso saremmo tutti qui a ballare la samba invece di dar testate al muro pensando ad altri quattro anni (se il pianeta arriva a durare così tanto) di governo Bush. Che succederà adesso? Difficile da prevedere. Non bombarderanno Milazzo (provincia di Messina) perché non compare sulle cartine. A rischio quasi tutti gli altri luoghi del pianeta, nessuno dei quali è privo di terroristi, di communisti o almeno di antiamericani. In queste ore, ad esempio, stanno freneticamente esaminando la mappa militare dell'Europa per trovare dov'è Camembert. Il Presidente ha informazioni certe che si tratta di uno dei siti più importanti per quei maledetti mangiaranocchie dei francesi, ed è un pezzo che voleva dargli una strigliata. L'Fbi è già alla ricerca di un certo Jefferson, che sarebbe l'anello di collegamento fra i cosiddetti "liberals" (in realtà communisti) americani e i rivoluzionari europei. A Los Angeles sono stati dati alle fiamme tutti i film di Chaplin e Moore (con Moore dentro). A San Francisco l'intera popolazione maschile è stata rinchiusa in centri di permanenza temporanea, da cui usciranno solo coloro che potranno concretamente dimostrare di non essere gay. A Seattle arrestato un certo signor Linux, rivelatosi poi solo un omonimo del noto sistema operativo. A Smallville (ma anche a Springville, a Nashville, a Trashville e in altri quarantasei centri) è apparso Gesù Cristo, per congratularsi col Comandante-in-Capo-Presidente. A Montgomery sono stati ovviamente linciati dei negri. A Rome un tale s'è affacciato sui gradini di casa vestito da imperatore romano con una cetra in mano e ha cominciato a declamare qualcosa, ma è stato accertato che si trattava di un esaltato e che non era nemmeno texano. * * * Va bene: sono state elezioni democratiche - contemporanee alla vittoria di Karzai in Afganistan - e non c'è niente da dire. Sono democratiche (o almeno intelligenti) le bombe, sono democratici i muri, sono democratici i cani aizzati addosso ai prigionieri nudi nelle varie galere, da Guantanamo all'Iraq all'Alabama. Perché non dovrebbe essere democratica un'elezione? Il Novecento è stato pieno di elezioni democratiche - per esempio negli anni Trenta, in centro Europa - e non è la prima volta che una crisi economica viene democraticamente affrontate con una bella guerra. Né è la prima volta che il buon Dio viene mobilitato ("mit Uns", "akbar", "Dieu-il-veult") per dare una mano a risolvere i problemi privati di califfi e imperatori. Per noi europei, adesso, l'orologio sta andando molto in fretta. Queste elezioni sono la risposta all'undici settembre? Benissimo. Anche altre elezioni sono la risposta all'undici settembre. L'undici settembre del 1972, in Sudamerica, venne portato a conclusione il "Piano Condor" - sostenuto da Kissinger - che prevedeva l'occupazione militare per mano di dittature proamerican dell'intero Sudamerica: Argentina, Uruguay, Bolivia; e Paraguay, e Brasile - tutto il continente. L'ultimo paese libero era rimasto il Cile, col suo presidente democratico - Salvator Allende - pacifico e regolarmente eletto. Ma anche lui venne ucciso, nel suo stesso palazzo presidenziale. A quell'undici settembre seguì un ventennio di terrorismo sfrenato, di stragi, di torture: la dittatura sovietica in Polonia, in Ungheria, e in Cecoslovacchia fu - nel raccapricciante paragone - molto meno feroce. Tutta la gioventù di quei Paesi fu decimata. Ammassati a migliaia negli stadi o fatti sadicamente a pezzi nelle camere di tortura, i democratici sudamericani pagarono amaramente il destino di essere "così lontani da Dio, così vicini agli americani". Trent'anni dopo, quasi tutti quei popoli - immiseriti e feriti, ma fieri - hanno ora governi liberi, e tutti più o meno sono "antiamericani". L'Argentina, il Brasile, il Venezuela hanno dei conti molto lunghi da chiedere: e li stanno chiedendo, nell'omertà dei grandi media, e non con la violenza ma per via parlamentare. L'ultimo, il più civile e il più piccolo, è l'Uruguay. "La Svizzera del Sudamerica", veniva detto: eppure, anch'esso venne invaso e sottoposto alla stessa cura. Migliaia di ragazzi e ragazze sparirono, inghiottiti "dalla nebbia e dalla notte". Furono le nonne, le "abuelas", a Montevideo come a Baires come a Santiago, a tenerne vivo in quegli anni terribili il ricordo: uccisi le figlie e i figli, i nipotini rapiti e affidati a famiglie filoamericane, alla democrazia militante restavano - apparentemente - solo quelle vecchie. Eppure... Adesso, mentre nella grande America si votava, anche nel piccolo Uruguay s'è votato. E qua hanno vinto i democratici, nettamente. Come in Argentina, come in Brasile. Sarebbe stato bello se anche in America avesse vinto la democrazia. Ma si vede che l'antica dea s'è rifugiata fra i poveri, come tante altre volte è accaduto. L'Europa, i cui compiti ora sono terribili, non è affatto isolata o perdente: ha in tutto il mondo questi interlocutori. A patto di restare occidentale essa stessa, di non imitare l'America, di restare fedele a quell'antica religione - più antica di ogni Allah e di ogni God, più bella di ogni enterteinment, più nobile di ogni impero - che nacque qui da noi in Europa ed è la nostra radice. "Forza del Popolo" è il suo nome: "democrazia". ________________________________________ Carabinieri. Ultimo non è solo colui che ha catturato Riina. E' anche quello che, da carabiniere e da ufficiale, ha osato parlare di "soldati straccioni" e di "burokrazia". La burokrazia col kappa è "il fronte interno della lotta alla mafia", e su questo non c'è - oggi - molto da commentare. I soldati straccioni possono essere quelli del subcomandante Marcos sulla Selva Lacandona, oppure i carabinieri che - in nome del popolo sfruttato - combattono contro il potere mafioso. Contro i criminali, cioè, e contro tutto il sistema che, sopra e sotto di loro, s'interfaccia con essi e li usa. Questo sistema ha avuto pochissimi nemici in Italia - nemici veri - e il capitano Ultimo è fra essi. Non ci sono solo i carabinieri di Genova. Questi ultimi, in realtà sono pochi, per lo più reclute inesperte. Ci sono i carabinieri di tutti noi, della gente comune, della società civile, dei lavoratori. Combattono contro i padroni della Sicilia e - forse ormai - dell'Italia intera. Rischiano apertamente la pelle contro costoro - gettare a terra Totò Riina è un po' più pericoloso che prendere a calci un sedicenne al corteo - come la rischiavano i partigiani contro i fascisti. Non chiedono ricompense, e se vuoi fargli del male devi solo impedirgli di rischiare la pelle - per il loro popolo - ancora. Carabinieri del popolo: adesso, possiamo scrivere anche questa. Il presidente del Consiglio trattava coi mafiosi. Ultimo, coi suoi "straccioni", li combatteva. Il Palazzo esalta il complice e punisce il combattente. ________________________________________ Dagli atti del processo contro il direttore e alcuni agenti di un Centro di Permanenza Temporanea (quello di San Foca, Lecce). "Pur avendo l'obbligo giuridico di impedire che gli operatori del Centro, direttamente sottoposti al suo potere disciplinare, usassero violenza nei confronti degli stranieri trattenuti, trovandosi in più occasioni ad assistervi permetteva ad alcuni di essi di colpire con calci, pugni, spintoni, schiaffi ed altro i cittadini stranieri fuggitivi". "Abusava personalmente dei mezzi di correzione ai danni di Soiuden Montassar, Jdidi Feker, Yakoubi Ridha, Camisa Amid, Deli Mohamed, Lesmi Habib, Salem Mohamed, Benshine Mohamed, e in particolare unitamente ad altri allo stato non identificati, afferrava Souiden per i capelli e lo sbatteva ripetutamente con violenza sul muro cagionandogli trauma cranico commotivo con vasta ferita". "Unitamente ad alcuni carabinieri (allo stato non identificati) percuoteva Jdidi, Yakoubi, Camisa cagionando loro lesioni personali". "Colpiva sul volto Deli e Lesmi dopo che gli stessi erano stati rintracciati e ricondotti al centro in manette". "Unitamente ad alcuni (allo stato non identificati), percuoteva Louro, Benshine Abedhadi, Salem e li costringeva a ingoiare carne di maiale cruda con violenze e minacce consistite nel tenere ferme le vittime bloccando loro mani e piedi, nell'utilizzare il manganello e/o le dita per spingere la carne in bocca e col prospettare ulteriori punizioni corporali in caso di disobbedienza". * * * Gli emigranti, che sono arrivati in Italia come in ogni altro paese, alla fine hanno cominciato a integrarsi come in ogni altro paese e ad essere normalmente accettati come in ogni altro paese. Dopo tanto casino, insomma, il "problema dell'immigrazione" sta cominciando a risolversi com'è sempre avvenuto da che mondo è mondo; più o meno come nel caso (ben più traumatico) dell'immigrazione meridionale anni Sessanta. L'unico interrogativo riguarda - a differenza di allora - la tenuta della cultura-ospite, quella dei vecchi italiani. Una cultura non è fatta solo di lingua, di tecnologie, di way of life. E' fatta anche di specifici trend etici, di livelli morali. La cronaca che abbiamo dato sopra è Germania anni Trenta, è Capanna dello zio Tom, oppure è Italia? "Italiani brava gente" conta molto di più, nell'identità nazionale, del made in Italy. Ha contato di più, ha prodotto di più - anche materialmente - per il sistema-paese. Vogliamo cominciare a fare i convegni della Confindustria anche su questo? Sennò, sembra che stiamo parlando sempre di poesia. Eppure, l'istituzione dei lager è strettamente correlata anche alla caduta della competitività industriale. ________________________________________ Arrivano misteriosi sms (niente numero, niente possibilità di risposta) con dibattiti dei Ds. Se le inventano tutte, pur di non farmi votare per loro. ________________________________________ Miseria e nobiltà. All'asta da Sotheby's mobili e porcellane di casa Agnelli in America. Si sono venduti tutti abbastanza bene (tre milioni di dollari più del previsto), così il vecchio maggiordomo ha cominciato a pagare i fornitori che aspettavano da più tempo. ________________________________________ Soggetti. "Seguire il soggetto D.", "studiare il soggetto R.", e alla fine il soggetto più favorevole veniva sparato. In quella parola "soggetto" ci sono cinquant'anni di Cia, di Ovra, di Affari Riservati o di Kgb: a vostra scelta, perché se le etichette cambiano il modo di pensare e di fare è esattamente lo stesso. ________________________________________ Altre elezioni. "Uno. Quali sono le principali azioni di governo per sulle quali bisognerebbe concentrare le energie: - lavoro/ - scuola/ - partecipazione/ - antimafia e legalità/ - quartieri/ - cultura/ - ambiente/ - altro (indicare). Due. Quali sono le potenzialità della città (tradizione, clima, saperi, ambiente, artigianato, etc) attorno alle quali costruire una città possibile? Tre. il Sindaco della città dev'essere: (uno o più aggettivi che raccontino il/la candidato ideale)". Ingenuo come sondaggio, non è vero? Eppure lo stanno facendo sul serio (banchetti, internet, ecc.), stanno raccogliendo pazientemente le risposte e in base ad esse (poiché sono "ingenui", mica politici di mestiere) scriveranno il programma e sceglieranno il candidato sindaco, che fino a questo momento (ingenui!) neanche hanno deciso. Succede in una città qualunque, che per caso è nel sud e per caso (è Catania) ha un pochino d'antimafia sociale nel suo Dna. Vinceranno? No certo: i politici di mestiere si son già appattati. Sarà inutile? Direi di no: si tenta finché non funziona, e magari la prossima volta si comincia prima. Solo a Catania? Boh: chissà se anche in altre città prima o poi non ci facciano un pensierino. Bookmark: www.cataniainmovimento.it ________________________________________ Leggende metropolitane. A Torino, dal 5 al 7, il primo convegno italiano degli "operatori anti-bufala" (possiamo chiamarli così? Quelli come Attivissimo, per capirci). Partecipano il Comitato per il controllo delle affermazioni sul paranormale e il Centro per la raccolta delle voci e leggende contemporanee. Speriamo che non ci vadano giù troppo duri, sennò non resta più niente da mettere sui giornali. Info: leggende@cicap.org ________________________________________ Buttiglionaggini. "Dare un giusto riconoscimento politico e morale" a tutti coloro che hanno preso parte a Stay Behind, il gruppo armato clandestino più nota come Gladio. E' un disegno di legge presentato al Senato dall'ex presidente e ministro Francesco Cossiga. ________________________________________ Antimafia. Sotto inchiesta al Csm, su sollecitazione di un consigliere laico di destra, Giancarlo Caselli. Aveva scritto che in base alla sentenza definitiva Andreotti sarebbe stato comunque in contatto con mafiosi fino al 1980. La sentenza, purtroppo, dice proprio così. ________________________________________ Cronaca. Bologna. Ladri di biciclette in via Torleone. Erano quattro ragazzi fra i diciannove e i vent'anni e la polizia li ha sgamati perché a casa, in bella mostra su una mensola, avevano le polaroid di loro che sorridevano tutti fieri sulle bici appena rubate. ________________________________________ Nico wrote: < Scrivi: "I rapitori delle Simone, gli assassini di Enzo, prima o poi debbono arrivare in Italia, a costo di pagarli a peso d'oro. Questo è uno degli obiettivi della sinistra, adesso..." Ma perché? Nessuna polemica: solo, proprio non riesco a capire, e ne sono stupito. Cosa cambierà quando sapremo chi è stato? > ________________________________________ Alessandro wrote: < Il volontario per certuni è uno sfigato. "Non becca figa, noioso, prende calci nel culo da tutti, l'unica possibilità di riempire la sua inutile vita è di far volontariato per i più sfigati ancora". Mhh... In parte può essere. Ma non è tutto qui. A volte trovi belle ragazze, gente brillante, con un'energia viva. Gente che comunque lavora, ha degli amici, una famiglia, e trova pure il tempo di fare il volontario. Ha una forza fisica, per reggere a questo impegno extra. Ha il coraggio di uscire dal gregge, di scegliere di non essere nel tal locale trendy, col cazzo di videofonino della duecentesima generazione a bere la cazzo di bevanda alla moda. E non è neanche altruismo. Nessuno è altruista. Semplicemente hai una attenzione, o chiamala sensibilità, un'altra chiave di lettura. Hai capito che un'ora del tuo tempo, riempita di un qualche rapporto umano, da te deciso, vale di più di un'ora passata a consumare un "prodotto" che qualche stronzo del marketing è riuscito a farti considerare necessario > ________________________________________ gravellinip@yahoo.it wrote: < Qualche settimana fa, citavi Fanny Ann Eddy, fondatrice dell’associazione gay-lesbica in Sierra Leone. Una associazione gay-lesbica in Sierra Leone? Quasi un paradosso nell’iconografia dell’esotico che abbiamo di misconosciuti paesi africani. Schematizziamo: in Sierra Leone ci sarà una parte del paese chiamiamolo «tradizionale», e una parte chiamiamola «meno tradizionale» (non ho trovato un altro termine neutro). L’una fonda associazioni gay-lesbiche, l’altra non capisce cosa siano, o lo capisce ma (diciamo così) le avversa. La globalizzazione delle comunicazoni è globalizzazione di un modello tipicamente occidentale in tutto il mondo. Quando arriva per esempio in Sierra Leone, chi per fortuna o cultura o volontà lo recepisce, prende una direzione. Chi per (s)fortuna o cultura o volontà lo rifiuta, ne prende un’altra. Inevitabili i conflitti. Questo, ho il sospetto, sia l’effetto più devastante della globalizzazione della comunicazione, per certi paesi. E mi viene da pensare che centri qualcosa anche con il terrorismo > ________________________________________ "La famiglia e gli amici del piccolo Luca" wrote: < Luca ha otto anni e deve lottare contro una malattia che sembra incurabile, la panencefalite subacuta sclerosante. E' una complicazione del morbillo; colpisce una piccola percentuale di bambini e in Italia al momento non si trovano medicine e specialisti in grado di curarla. Se hai informazioni su ospedali, associazioni, medicine o su qualsiasi cosa (in tutto il mondo) che possano aiutare Luca in questa lotta per la vita contattaci subito > Mail to: angela2272@inwind.it ________________________________________ Un fascista, o ex fascista, wrote: < Io do la mia solidarietà a chi come Indymedia combatte per un mondo migliore ed è vittima della repressione. Io, come tanti, sono un ex "topo della fogna", uscito dalla fogna per una scelta personale, perché mai sono stato razzista omofobo etc etc. Ho abbandonato le ideologie per lasciare lo spazio alle idee. Ci sono molte persone come me che grazie a indy , alla comunicazione veloce di internet, si convincono delle bestialità dei movimenti nazionalsocilaisti dove sono caduti, per prova, per un'esperienza nuova, per chi come me non aveva altri amici che persone che frequentavano la dx.. Ricordatevi Dax, ex fascista del Msi ucciso dai suoi ex camerati. Ci sono molti Dax in giro che voi non vedete, gente che si è rotta il cazzo della violenza, che esce dai movimenti nazi fascisti. Ed a queste persone credo sia una cazzata dire "tornate nelle fogne". Anche perché uscire da certi giri spesso è fonte di vendette e paura... ma la forza della ragione dà il coraggio di andare avanti.. Io da ex fascista, dò la mia solidarietà a indy e tutti i compagni che sono oggetto di repressione, di censura, di coloro che dicono la verità e sono oggetto di indagini Fbi, Digos e chi più ne ha più ne metta. Non mi scandalizzo se qualcuno mi dice o mi dirà "torna nella fogna", io so cosa vuole dire... e continuerò a battermi per ciò che è giusto, par il mio popolo , contro la violenza e chi vuole la dittatura. Ciao a tutti > ________________________________________ viviana_v@libero.it wrote: < Caro amico ti scrivo così mi distraggo un po' e siccome sei molto lontano più forte ti scriverò. Da quando sei partito c'è una grossa novità, l'anno vecchio è finito ormai ma qualcosa ancora qui non va. Si esce poco la sera compreso quando è festa e c'è chi ha messo dei sacchi di sabbia vicino alla finestra, e si sta senza parlare per intere settimane, e a quelli che hanno niente da dire del tempo ne rimane. Ma la televisione ha detto che il nuovo anno porterà una trasformazione e tutti quanti stiamo già aspettando sarà tre volte Natale e festa tutto il giorno, ogni Cristo scenderà dalla croce anche gli uccelli faranno ritorno. Ci sarà da mangiare e luce tutto l'anno, anche i muti potranno parlare mentre i sordi già lo fanno. E si farà l'amore ognuno come gli va, anche i preti potranno sposarsi ma soltanto a una certa età, e senza grandi disturbi qualcuno sparirà, saranno forse i troppo furbi e i cretini di ogni età. Vedi caro amico cosa ti scrivo e ti dico e come sono contento di essere qui in questo momento, vedi, vedi, vedi, vedi, vedi caro amico cosa si deve inventare per poterci ridere sopra, per continuare a sperare > ________________________________________ Per collaborare a questa e-zine, o per criticarla o anche semplicemente per liberarsene, basta scrivere a riccardoorioles@libero.it -- Fa' girare. "A che serve vivere, se non c'è il coraggio di lottare?" (Giuseppe Fava) ________________________________________ |
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